“Cambio di stagione”: l’importanza di essere “culo e camicia”

Fragorosi applausi per lo spettacolo “Cambio di stagione” di Steve Cable, allo “Spazio Artistico Roots” di Catania, produzione “Teatro Argentum Potabile”, con Antonella Caldarella e Steve Cable, dal 13 al 15 marzo.

di Antonella Sturiale

Lo spazio culturale Roots Spazio Artistico è un luogo dedicato alla sperimentazione teatrale e alla ricerca artistica nel cuore della città. In questo spazio si fa e si ospita il “VERO” Teatro, il teatro che è fonte inestimabile di cultura e scambio, il Teatro che è un dono per un pubblico “affamato di qualità”.

Aprono la serata due bravissimi giovani musicisti che eseguono brani in chiave bossa nova con testi in lingua brasiliano-portoghese: Andrea e Salvo.

Ultimo spettacolo della rassegna “RiGenerazioni”, “Cambio di stagione” vede, per la prima volta in assoluto, Antonella Caldarella e Steve Cable, moglie e marito che condividono, in questa circostanza, oltre alla gioia familiare, anche la gioia artistica. L’ingegnoso, intelligente testo è di Steve Cable, attore eclettico ed accattivante. La scena è essenziale; due valige che possono diventare libertà e prigione, a seconda della scelta dei due personaggi, Jojo e Nenè, valige che sono notoriamente simbolo di tutti gli artisti che conducono un’esistenza da girovaghi.

Jojo e Nenè guardano, da una collina, la città sottostante. Sono due attori senza dimora. L’ora è tarda, sta per scemare il tramonto, il cielo comincia a popolarsi di stelle. E’ l’ultimo giorno d’estate. Poesia e malinconia si leggono nei loro volti. Un velo di tristezza raggiunge il loro cuore: la stagione della vita, quella più spensierata, la dea dell’amore, della passione, l’estate ha ormai le ore contate.

Sta per giungere l’autunno, l’età della saggezza, quella che offre raggi di sole tiepidi, che non scaldano e nemmeno bruciano.

Jojo e Nene’ sono affamati: affamati nel corpo, affamati nell’anima.

Vivono le loro prigioni (ahimè che brutta sorte!), le arredano per viverci più comodi, si abituano alla mancanza di libertà arrivando ad averne persino paura. L’uomo si abitua a tutto, che pena!

Quando, finalmente, trovano il coraggio di uscire dalla prigione e la libertà la toccano con mano, ecco che si presenta il dilemma della scelta, l’errore per averla fatta che non è mai colpa di chi la fa ma sempre degli altri. La responsabilità delle proprie scelte pesa come un macino.

Tra commiserazione e auto commiserazione, l’uomo avanza nella vita: si lamenta per tutto; ogni cosa è un “ahimè, che brutta sorte!”.

Ma in due la sorte può cambiare: Jojo è la camicia, Nenè è il culo.

Nenè, dopo averne preso consapevolezza, si ribella: perché io sono culo e tu camicia? Perché io non sono camicia? Perché non possiamo essere invece cravatta e camicia?

È questa la domanda dell’umanità: perché a me la cattiva sorte e non a te?

L’uomo ha fame: ha fame di libertà, fame di considerazione, fame di bellezza e di poesia.

Anche Jojo e Nenè hanno troppa fame. Allora tentano di esorcizzarla provando un fantomatico spettacolo che presenteranno alla gente di città, uno spettacolo divertente, spensierato, clownesco che permetterà loro di farsi conoscere ed amare: è lì che poi si fermeranno. Non pensare alla fame quando si ha troppa fame, è impresa da titani. Chi meglio del ballo può farci divagare?

E allora, via alle danze! Movimenti buffi e sgraziati, figure strampalate ma che, nell’insieme, rilassano e conciliano l’immaginazione. I due attori sembrano burattini di legno, mossi da fili invisibili. Che siano i loro pensieri?

Lo spettacolo è godibilissimo, divertente, a tratti meravigliosamente poetico e in altre, una spada tagliente conficcata nelle coscienze.

I drammi esistenziali sono parentesi che aprono ferite profonde.

Ironia che induce immediatamente alla riflessione, si mescola all’inquietudine del “mal de vivre”.

Le due anime dei protagonisti si fondono, litigano ma si cercano continuamente, si “pizzicano” con complicità e profonda comprensione.

Poi la notte arriva e arrivano con lei i morsi della fame.

E così la fantasia compie il suo dovere: la gamba di Jojo diventa una coscietta di pollo cne Nenè morde con voracità, il braccio di quest’ultima è una bistecca che addenterà Jojo.

Come due amabili “cannibali” si nutrono l’uno dell’altro, diventano cibo salvifico, essenza dell’esistenza.

Si addormentano sostenendosi a vicenda, stremati ma sereni e con la speranza nel cuore.

Ecco il sole sorgere, ecco la nuova stagione, l’autunno saluta la vita in un giro di valzer. I due attori si preparano per lo spettacolo, colorano, con un rossetto, le loro guance di rosso e si scambiano baci sul viso che diventano bellissimi tatuaggi di labbra: sono firme di riconciliazione con l’universo.

“Cambio di stagione” è una chicca teatrale, un piccolo gioiello di pregevole valore che, mano a mano, dovrebbero “indossare” tutti gli esseri umani che non trovano una propria collocazione nel mondo.

I due attori, Antonella Caldarella e Steve Cable, dimostrano grande affiatamento scenico e le loro interpretazioni sono impeccabili, divertono, emozionano, coinvolgono.

Si muovono con naturalezza e disinvoltura dando prova della loro grande professionalità e competenza.

Usciamo dal teatro più ricchi: di valori, di commozione, di consapevolezza, di senso della responsabilità.

Questo è fare il vero Teatro!

Fotografie e video di Giusy Pischedda

“Un uomo che non sa di essere un clown, non solo non è un artista, ma non capisce nulla della vita.”
Egon Friedell

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