Il bullismo visto dai giovanissimi

Non è sempre facile trovare una via di uscita nella galleria chiusa e buia del bullismo, a volte non basta parlare con gli adulti.

Chi diventa vittima del bullismo si chiude in sé stesso come una chiocciola, crea un guscio attorno a lui/lei, e tutto questo non fa altro che renderlo vittima di sé stesso. Abbiamo paura di ciò che la gente può dire di noi, di quello che pensa, che sia sbagliato o meno. Non importa chi sei, qual è il tuo cognome o la classe a cui appartieni, di fronte a un bullo sei e sarai sempre la preda.

“Parlare” dite voi adulti, eppure non lo si fa quasi mai. Vi siete mai chiesti perché? Non siamo stupidi, per voi è semplice pensare questo. Si ha paura, ma non quella paura che hai per il buio, per il mostro sotto al letto. La paura reale è quella peggiore, perché ti colpisce la consapevolezza che, da un punto di vista diverso da quello degli adulti, sei in trappola come un topo.

Nulla potrà mai cambiare questa vera e propria legge, una regola della natura. Sembra quasi prendersi gioco di noi, eh?

Abbiamo paura di qualcuno che non fa altro che colpire il nostro corpo, o anche la nostra sanità mentale. L’ironia sta proprio qui, sul fatto che si comportano così perché hanno paura di ciò che è diverso da loro, non sono abbastanza intelligenti da poter capire che la diversità è un dono, non una cosa su cui colpire. Ma d’altronde siamo ragazzi, quanti di noi hanno avuto timore di una persona che non era simile a noi?

Allora dico questo, si deve imparare a conoscere e non avere paura. Non si muore di conoscenza ma di ignoranza!

Sempre, Vostra Autrice