Il telefono, la nostra fonte primaria

Ormai il telefono è diventato una posata, tanto da metterlo a tavola insieme a tutto il resto. Si è incorporato nelle nostre mani per tutto quel tempo che lo teniamo in mano. Manca solo di barattare la nostra casa per questo cellulare.

Però non neghiamo che ha i suoi utili utilizzi, come le ricerche su Wikipedia, le traduzioni, eccetera.

Siamo dipendenti noi ragazzi? Non saprei dire. Io personalmente uso più il computer, per scrivere cioè articoli e continuare i miei mini-romanzi, e i libri, che ho continuamente in mano. Giorno e notte, notte e giorno.

Forse siamo abituati a tenere in mano un telefono, e per un motivo o un altro lo usiamo sempre. Una foto, un video, una chiamata, un po’ di tutto. Però non è questo il problema maggiore, ma il fatto che stiamo trascurando le cose più importanti. Per questo telefono.

Noi ragazzi trascuriamo qualcosa o qualcuno per un cellulare, litighiamo davanti lo schermo di un telefono e non abbiamo il coraggio di dirci le cose in faccia. Prima si diventava fidanzati con una dichiarazione, adesso è cambiato tutto. Prima ci si fa fidanzati e poi si chiede il nome. Per dire che il mondo di oggi è arrivato al limite con questi aggeggi elettronici. Ma questo non vuol dire che bisogna bandirli per sempre dai mercati, i primi a perderci saremmo noi stessi.

Dobbiamo solo ridurne l’uso, disintossichiamo la mente da queste cose e usciamo fuori, facciamo conoscere un nuovo mondo a chi sta sempre dentro casa, china sul computer. Vivete di cultura, nel mondo si ha bisogno di persone intelligenti e non di mandrie di capre che eseguono ogni ordine. Perché siamo questo, inutile negarlo.

Non lasciamoci prendere dalle abitudini e facciamo qualcosa di nuovo per cambiare il mondo e migliorare l’uso del cervello di molta gente che ancora non è in grado di fare una O con il bicchiere, ma riesce ad entrare nelle università più prestigiose del mondo.

Sempre, Vostra Autrice

2 pensieri su “Il telefono, la nostra fonte primaria

  1. jessica scrive:

    Cara nostra scrittrice,
    felice di notare che una ragazzina possa fare simili riflessioni. Spero possano essere fonte di confronto tra coetanei, anche se di certo non mancano questi “soggetti” anche tra noi adulti.
    Aspettando un nuovo articolo, un abbraccio !!

  2. Sapere-Italia scrive:

    Cara Jessica,
    sono estremamente felice di sapere che c’è chi, leggendo i miei articoli, ne tragga spunto di riflessione. Inoltre sono contenta e soddisfatta che il mio messaggio venga recepito, anche da persone più grandi di me.
    Sempre, Vostra Autrice

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