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Il terzo capitolo delle magiche avventure di Harry Potter & friends ad Hogwarts

di Antonella Sturiale

Applausi meritatissimi, di approvazione, ammirazione ed emozione, per lo spettacolo in tre atti dedicato al maghetto più famoso della letteratura mondiale, Harry Potter, dal titolo “Il sopravvissuto e la fuga del prigioniero”, terzo capitolo della saga dopo il grande successo di “Harry Potter e la Pietra Filosofale” e de “Il Sopravvissuto e la Leggenda della Camera”, spettacolo andato in scena venerdì 19 dicembre nella bella cornice del Teatro Ambasciatori di Catania.

PotterStage, che ha prodotto lo spettacolo,è una bellissima realtà nata nel 2016 a Catania grazie al poliedrico Giuseppe Nicolosi che ha voluto far conoscere a teatro la saga di Harry Potter e lo fa con estro, intelligenza e grande passione.

Ma partiamo dalla fine, da quel momento topico degli applausi finali e del commiato con il pubblico: ci ha colpito la commozioni dei tanti artisti in scena che hanno condiviso, mesi e mesi, di prove con impegno e dedizione. Il distacco è sempre una cosa dolorosa perché si prova un grande senso di vuoto. E’ la magia del teatro, quel teatro fatto di anima e di cuore, quello che ti entra nelle vene e circola procurandoti l’ossigeno salvifico, la panacea che cura ogni male con un meraviglioso stato di profonda appartenenza.

Inizia il terzo anno della Scuola di Magia ad Hogwarts dopo un’estate trascorsa nella casa degli zii. Bisogna affrontare nuove materie, come Divinazione, con la professoressa Sibilla Cooman, e Cura delle Creature Magiche con Hagrid. Inoltre, si potrà partecipare ad uscite organizzate a Hogsmeade. Harry scopre che Sirius Black, un pericoloso criminale, è evaso dalla prigione dei maghi, Azkaban. Sirius, ai tempi della scuola, era un grande amico di suo padre, James Potter, di Remus Lupin, il nuovo insegnante di Difesa contro le Arti Oscure, e di Peter Minus. I quattro avevano fondato un gruppo per proteggere Lupin, che durante l’infanzia era stato morso dal lupo mannaro Greyback diventando lui stesso un lupo mannaro.

Potter intanto scopre nuovi elementi sul pericoloso prigioniero di Azkaban: era il “custode segreto” dell’Incanto Fidelius, l’incantesimo di protezione che era stato lanciato sulla casa dei suoi genitori e che impediva a Voldemort di trovarla. Per ultima cosa, Harry scopre che Sirius è il suo padrino.

Durante l’anno, Harry si trova ad affrontare anche i Dissennatori, creature che si nutrono della felicità e dei bei ricordi delle persone e scopre alla fine che in realtà Minus non è morto, ma si è trasformato nel topo di Ron, Crosta.

Ed è stato proprio Minus a tradire i suoi genitori e a incastrare Sirius il quale, però, non è stato ancora scagionato dal Ministero della Magia e deve fuggire per non essere rinchiuso di nuovo ad Azkaban. Lupin da le dimissioni perché tutti hanno scoperto il suo essere un lupo mannaro.



“Il Sopravvissuto e la Fuga del Prigioniero – Lo Spettacolo” è prodotto da PotterStage e Associazione Giù dal Palco APS e ideato e diretto, come sempre con grande precisione e maestria, da Giuseppe Nicolosi con l’aiuto regia di Lucia Di Mauro, direzione di scena di Coralba e Delia Nicolosi, scenografia di Scenecatanesi, scenografia di Franco Sardo, macchinista Marco Fazio, Fiorobecco di Andrea Correnti, oggetti di scena Alessandra Liotta, Giorgia Amore, Delia Nicolosi, Matteo Greco, Carlo Lanza. I bellissimi ed appropriati costumi sono di Coralba Costanzo, Martina Moschella, Delia Nicolosi e Lucia Di Mauro, assistenti costumisti Simona Ruggio, Giuliana Palazzolo, Carla Fichera, Giulia Recupero e Carmen Grasso, il trucco è curato da Clara Cipolla e Alessio Coppolino, il parrucco è affidato a I Ciclopi Parrucchieri. L’efficace ed originale lighting è di Simone Raimondo, service luci – Coco Service, responsabile audio e cori Nicoletta Nicotra, direzione orchestra di Stefania Sgroi, progetto grafico e direzione marketing a cura di Gabriella Gangemi, locandina – Alessandra Liotta, responsabili del botteghino sono Marianna Nicolosi, Salvo Leotta e Fabrizio Nicolosi, maschere di sala Daniele Mastrosimone (Argus Gazza) ed Antonio Tagliento (Cedric Diggory).

Lo spettacolo si apre con con la bellissima musica di un giovanissimo trio, tutto al femminile: trombone, violino e flauto traverso (Ambra Bellassai, Erica Bellassai, Nicole Caruso).

Una garanzia di continuità e bravura, credibilità ed abilità è il giovane attore Anthony Foti nel ruolo del protagonista, Harry Potter.  Il suo caro amico dai capelli rossi, Ron è ben caratterizzato da Matteo Greco mentre la “signorina sotutto Granger”, intelligente ma spesso un po’ indisponente Hermione, reca in scena volto ed entusiasmo di Irene Motta.

Più che all’altezza del grande e riuscitissimo sforzo artistico, affrontato con coralità e generosità, tutti gli altri attori che hanno più che onorato e largamente rispettato quei legni di nome “palcoscenico”; il Preside Albus Silente (Raffaele Furno), la Vicepreside Minerva McGranitt (Lina Giuffrida), Rubeus Hagrid (Marco Serra), Cooman\Lily Potter (Giorgia Amore),  Peter Minus (Giuseppe Camillo Grasso), Draco Malfoy\James Potter (Francesco Amato), Signora grassa\Madama Rosmerta (Monica Grasso), Neville Paciock\Molly Weasley (Coralba Costanzo), George Weasley\Pansy Parkinson (Lucia Di Mauro), Fred Weasley\Fanciulla Vittoriana (Vivian Ricciardi), Lee Jordan (Yohaan Appalasawmy – voce Gianbiagio Forbice).

I famelici, inquietanti Dissennatori, divoratori di felicità e bei ricordi, sono sul palcoscenico: Carlo Lanza, Federico Urso, Noemi Scibilia,  Yohaan Appalasawmy, il lupo mannaro è Marco Senna, Felpato e Mummia – Gioele Spoto, Fierobecco – Andrea Correnti, Boccino d’oro e Ramoso – interpretate dalla bravissima danzatrice Gaia Rapisarda, Filius Vitious e Crosta – Ambra Bellassai.

La messa in scena è impreziosita dalle acrobatiche performance di Marco Senna e Gioele Spoto.

Considerazioni speciali meritano, oltre al protagonista di cui, doverosamente e giustamente abbiamo parlato nelle prime righe di queste nostre umili considerazioni sullo spettacolo, il regista ed autore Giuseppe Nicolosi che si è ritagliato in scena il ruolo del professor Severus Piton, caparbio ed autoritario, affrontato con destrezza e grande padronanza.

Decisa e coerente, ben strutturata l’interpretazione di Sirius Black, il prigioniero di Azkaban, da parte del risoluto, determinato Pascal Corradino.

Sue anche le interpretazioni di Sir Cadogan e Cornelius Caramell.

Completiamo l’intero cast con la signorile ed aggraziata bravura, la naturalezza interpretativa dell’attore Giulio Ruggieri che dona corpo ed anima a Remus Lupin, il lupo mannaro durante le notti di luna piena.

Un lavoro ben fatto, un grande sforzo che risulta vincente proprio perché gode di quella coralità necessaria affinché risulti credibile ad un pubblico attento e partecipativo. Encomiabili tutti.

Alla prossima magia ed…”Expecto Patronum” a tutti!

Il mondo è pieno di cose magiche, pazientemente in attesa che i nostri sensi si acuiscano.
(William Butler Yeats)

Galleria fotografica


Fotografie di Giusy Piscedda
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