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A Palazzo Montalto Pupillo di Ortigia (Sr), venerdì 28 novembre per assistere a “Una sera con Oscar Wilde – Medaglia August Von Platen”

Nel settembre del 2023 nasce l’Associazione Jacques Fersen ODV, per volontà del suo Presidente, Riccardo Tomasello, ente del terzo settore iscritta al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore e animata dal desiderio di riportare alla luce il fascino del viaggio in Italia di Johann Wolfgang von Goethe. Non un’associazione come tante, ma un progetto che si fa atto d’amore verso quel flusso di artisti e intellettuali che, tra Ottocento e Novecento, percorsero il Grand Tour trasformando le città e i paesaggi italiani in mete leggendarie.

L’Italia appariva allora come un giardino di rovine e meraviglie: un paese che custodiva la memoria del mondo classico e la vitalità del Mediterraneo, pronto a imprimere per sempre la sua luce negli occhi di chi lo attraversava.

L’Associazione si pone l’obiettivo di custodire questa eredità, valorizzando luoghi, storie e personaggi che resero immortale il mito del Grand Tour. In particolare, volge lo sguardo a Taormina e Capri, due perle che più di altre seppero incantare gli animi sensibili. Qui il tempo sembra sospeso, e ancora oggi si respira la stessa magia che spinse viaggiatori e aristocratici a fermarsi, a scrivere, a creare. Nelle iniziative culturali, nelle serate teatrali e nei momenti di incontro, l’Associazione vuole ricreare un ponte ideale e romantico tra queste due località, unite da un filo invisibile di arte, poesia e nostalgia.

Venerdì 28 novembre, nella luce dorata del tramonto, quando Ortigia si accende di riflessi rosa e oro, Siracusatorna a essere la culla eterna di miti, poesia e passione.

È in questa cornice senza tempo che l’Associazione Jacques Fersen, con il patrocinio dell’Assemblea Regionale Siciliana, della Città di Siracusa e con il contributo del Gruppo Arena, ha scelto di celebrare Oscar Wilde, il grande viaggiatore del Grand Tour che vide nella bellezza italiana un rifugio, un altare e una condanna. Non un semplice omaggio, ma un’esperienza immersiva, capace di trasformare il passato in un palpito vivo.

L’Associazione, custode di memorie raffinate e segrete, ha recentemente acquisito una rara prima edizione in italiano del “De Profundis del 1905”, la lunga lettera-confessione che Wilde scrisse tra le mura fredde del carcere di Reading. Da quel dolore, da quell’abisso, nacque un canto struggente, l’ultimo e forse il più autentico testamento spirituale del poeta. Un’opera che non è solo letteratura, ma sangue, lacrime, verità.

Ed è proprio questa la materia che è diventata teatro. Nella suggestione dello splendido quattrocentesco Palazzo Montalto Pupillo, dove le pietre antiche sanno ancora raccontare di dei e di uomini, il De Profundis ha preso voce, respiro e corpo. Da un’idea di due attori straordinari, Giuseppe Parisi e Diana D’Amico, sono state vestite le parole di Wilde come fossero veli e catene, restituendo al pubblico la sua voce spezzata e luminosa. Parisi, con la sua intensità, ha dato corpo al dolore, alla solitudine, alla confessione più intima.

A sostenere questo intreccio di parole e anime, le musiche antiche di Giovanni Grasso: suoni che arrivano da lontano, dalla tradizione mediterranea, capaci di evocare atmosfere sospese tra rito e mistero. Armonie che hanno accompagnato la parola come un respiro profondo, come un battito del cuore, amplificando il dramma ma anche la dolcezza segreta del testo.

Il pubblico, avvolto dalla notte di Ortigia, è stato chiamato a condividere un viaggio: dalle ferite dell’anima al riscatto attraverso la bellezza; dal dolore della perdita all’abbraccio della memoria. Non sarà uno spettacolo da guardare soltanto, ma un’esperienza da vivere, un rito collettivo in cui Wilde tornerà a essere non solo il genio decadente dell’estetismo, ma un uomo nudo davanti a sé stesso e al mondo.

August von Platen fu un’anima  luminosa e fragile. Nato a Ansbach nel 1796, poeta, drammaturgo e viaggiatore instancabile, fu un uomo che non conobbe confini: né geografici, né interiori. Cercò la bellezza come altri cercano la fede, e inseguì la libertà come si insegue un sogno impossibile.

Nel suo cammino, l’Italia divenne rifugio e rivelazione: la terra dove la sua anima trovò finalmente un linguaggio in cui riconoscersi. Tra Venezia, Napoli, Roma e infine Siracusa, il suo viaggio fu un pellegrinaggio interiore, un dialogo continuo con la luce e con il silenzio delle antiche rovine.

Platen appartiene a quella generazione di spiriti che il mondo ha faticato a comprendere: uomini sensibili e fieri, prigionieri di un tempo che non sapeva ancora amare la diversità. Nella sua poesia arde il fuoco di chi ha conosciuto l’esilio – non da una patria, ma dall’accettazione. In un mondo che pretendeva ordine e norma, egli scelse la purezza del sentimento e la fedeltà alla propria verità.

Scrisse: “La bellezza è la mia patria, e in ogni volto che amo io vedo un frammento d’eternità.”

E in questa tensione tra eros e ideale, tra corpo e anima, risiede la sua grandezza.

Oggi, a distanza di centonovant’anni dalla sua morte, l’Associazione Jacques Fersen sceglie di onorare la memoria di questo grande poeta istituendo la “Medaglia August von Platen® “, un riconoscimento annuale destinato a personalità che hanno dedicato la propria vita alla cultura, alla letteratura e alla promozione dell’arte.

Un segno tangibile per ricordare che la bellezza, quando nasce dalla verità, non muore mai.

La prima edizione realizzata nel 2025 nel cuore di Ortigia, nel sontuoso Palazzo Montalto Pupillo, uno dei gioielli del Quattrocento siracusano.

I PREMIATI DELL’EDIZIONE 2025 SONO STATI:

Giuseppe Parisi, Diana D’Amico, Giovanni Grasso, Donatella Elisa Monica Turillo, Angela Rita Pistorio, Barbara Cracchiolo, Salvo Luzzio, Matteo Bonaccorsi, Orazio Marletta, Roberto Lucifora, Antonella Sturiale, Giusy Pischedda.

“Non temo la morte, temo solo che la bellezza finisca.”

(August von Platen)

Antonella Sturiale

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