Scroscianti e ripetuti applausi per la commedia musicale “I Promessi Sposi – Amore e Provvidenza”, regia di Alessandro Incognito e Gisella Calì assistiti da Carolina Pulvirenti, sabato 29 e domenica 30 novembre al Teatro Comunale Nino Martoglio di Belpasso (CT) “Poetica Produzioni”, presentato, in apertura della stagione teatrale 2025\2026, dalla “Brigata d’Arte Sicilia Teatro”

ll capolavoro manzoniano rivive sulla scena del Teatro Comunale Nino Martoglio di Belpasso – CT in musica, in tutta la sua forza narrativa, nella poesia e nella sua dolce amarezza, nell’exploit di balletti eseguiti da bravissimi performer. Rivive nell’intesa passione ed amore di Lucia e Renzo, tormentati e perseguitati da un crudele signorotto del tempo.

Completo e credibile nelle sue parti salienti: la discesa dei Lanzichenecchi, la terribile peste e l’assalto ai forni a Milano. Tra storia e fantasia (il verosimile manzoniano), si muovono i racconti di vita dei protagonisti: Fra Cristoforo, La Monaca di Monza (la Signora), l’Innominato.

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Un romanzo corale, intenso ed avvincente che Alessandro Manzoni impiegò una vita ad ultimare: il suo più grande ed unico capolavoro. Ben tre furono i titoli che ad esso attribuì: da “Fermo e Lucia” a “Gli sposi promessi” fino a giungere all’attuale e definitivo “I Promessi Sposi”.

La chiave di lettura di “Poetica produzioni” è morbida, godibile, avvolta da un senso di grandiosità che avvince il numerosissimo pubblico presente in sala che applaude entusiasta per la bravura degli artisti sul palco, a volte commosso, altri divertito e completamente rapito e catapultato, evocativamente,  negli eventi del tempo.

Un cast di tutto rispetto e di grande bravura, nei rispettivi ruoli: ogni parte incasellata in modo impeccabile, bellissime voci coordinate e dirette da Lilla Costarelli, i bellissimi ed appropriati costumi di Rosy Bellomia, le meravigliose ed avvolgenti coreografie di Erika Spagnolo.

Maria Cristina Litrico – LUCIA, Alessandro Incognito – RENZO, Alice Ferlito – AGNESE, Carmelo Gerbaro – DON RODRIGO, Emanuele Puglia – L’INNOMINATO, Franco Colaiemma – DON ABBONDIO, Filippo Brazzaventre – FRA CRISTOFORO/ CARDINALE BORROMEO, Grace Previti – GERTRUDE, Ketty Governali – PERPETUA, Francesca Pulvirenti – MADRE DI CECILIA, Alessandro Chiaramonte – GRISO/EGIDIO.

E poi il fantastico ensamble: Claudia Calanna, Martina Calcagno, Alessandro Caramma, Noemi Carpinato, Francesca Coppolino, Daniele Caruso, Lorenzo Cristofaro, Alba Donsì, Ambra Ferrara, Gabriella Caruso, Andrea Grasso, Elisa Laudani, Fausto Monteforte, Tony Pisasale, Renato Sanfilippo.

“I Promessi Sposi – Amore e Provvidenza” ripercorre tutti i momenti salienti e, attraverso il canto, permette la conoscenza dei personaggi ad essi legati, delle intrigate vicissitudini dei due protagonisti, Renzo Tramaglino e Lucia Mondella ai quali un vile signorotto non permette il coronamento del loro sogno d’amore.

Tutti gli attori in scena sono stati all’altezza del ruolo ricoperto: Carmelo Gerbaro, reduce dal successo avuto nel ruolo di Dracula dell’omonimo musical anch’esso prodotto da “Poetica Produzioni”, porta in scena un Don Rodrigo sbruffone e prepotente, in modo egregio e con la giusta alterigia; il pauroso e accondiscendente Don Abbondio è ben caratterizzato dalla grande esperienza e professionalità di Franco Colaiemma.

Toccante ed intensissima la scena della madre di Cecilia (Scendeva dalla soglia d’uno di quegli usci, e veniva verso il convoglio, una donna, il cui aspetto annunciava una giovinezza avanzata, ma non trascorsa..) che reca volto ed anima dell’attrice Francesca Pulvirenti.

“Dio, Dio, Dio, chi è questo Dio?”, grida l’Innominato a Lucia e poi al Cardinale Federico Borromeo. Nel ruolo dell’Innominato la grande personalità ed autorità scenica di un sempre adeguato e convincente Emanuele Puglia.

Un lavoro corale tratto da un libro che, da una storia “verosimile” trae il pretesto per raccontarne tante altre relative ai singoli personaggi in scena come la Monaca di Monza (Gertrude – la Signora) e Fra Cristoforo.

Apprezzabile il lavoro di sintesi condotto estrapolando le parti più salienti e significative del romanzo.

Un grande sforzo organizzativo fatto con impegno e dedizione dove, l’amore per il vero teatro, trasuda da ogni singolo elemento.

Una pioggia finale, mimata con maestria dai protagonisti, spazza via i segni nefasti della peste a Milano mentre, una pioggia di applausi meritatissimi, accende sui volti i segni di una commovente gratitudine.

E gli sposi vissero felici e contenti…

Ma noi uomini siam in generale fatti così: ci rivoltiamo sdegnati e furiosi contro i mali mezzani, e ci curviamo in silenzio sotto gli estremi; sopportiamo, non rassegnati, ma stupidi, il colmo di ciò che da principio avevamo chiamato insopportabile.

(Alessandro Manzoni)

Antonella Sturiale

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