Troppe persone all’evento religioso: strage

Troppe persone all’evento religioso: strage

Un bilancio pesantissimo: 45 morti, 150 feriti. Numeri ormai quasi definitivi (salvo il rischio di nuovi decessi fra i ricoverati) accaduta nella notte in Israele, sul monte Meron, durante l’evento religioso di Lag b’Omer. Un disastro dovuto forse a un cedimento strutturale che potrebbe aver scatenato il panico fra i partecipanti provocando una fuga di massa. La maggior parte delle vittime sono persone cadute durante la fuga e rimaste schiacciate o soffocate dalla folla. Fra le vittime anche dei bambini.

Un’inchiesta è stata immediatamente aperta, sotto accusa la gestione dell’evento da parte delle autorità militari che non avrebbero previsto vie di fuga sufficienti rispetto all’affluenza. Affluenza che, a dir la verità, era comunque inattesa in queste proporzioni: si parla di circa 100 mila persone. Probabilmente la fine del lockdown dopo un anno di sacrifici ha trasformato, in qualche modo, l’evento religioso in una sorta di “atto liberatorio” attirando così più persone di quante le autorità potessero prevedere.

Il comandante delle forze di polizia, Shimon Lavi, si è assunto la responsabilità del disastro, una responsabilità di carattere “generale”. Una pesante responsabilità se i servizi di soccorso hanno definito l’accaduto come una “catastrofe nazionale”.

Tutto è iniziato poco dopo l’una della notte quando i fedeli, accalcati nei pressi della tomba del saggio rabbino Shimon Bar Yohai, risalente al II secolo, hanno avviato la cerimonia di accensione dei falò per Toldos Aharon Hasidim. Alcuni fedeli sarebbero scivolati, pressati dalla calca, altri (letteralmente poggiati ai primi) sarebbero quindi caduti rovinosamente. Il panico ha fatto il resto, la gente ha iniziato a fuggire. In un primo momento peraltro, alcuni agenti delle forze di polizia non perfettamente coscienti di quanto stava accadendo, avrebbero ostacolato le poche vie di fuga. Pochi minuti e il disastro. Il resto è una cronaca di morte e dolore, di feriti e sopravvissuti.

MEDIO ORIENTE