Chris Cornell, se n’è andato un pezzo di Rock e Sogni!

di Tania Dipietro

 

Risale a due giorni fa l’annuncio della prematura scomparsa di Chris Cornell, magari molti non sapranno chi è Chris ma tra gli amanti del rock è molto sentita la notizia del nuovo lutto nel panorama musicale che  abbraccia gli anni ’80. Si congeda così da noi un altro pilastro della musica rock meglio identificata come genere grunge: si tratta di sonorità spesso diverse e quasi estranee tra loro, ma pur sempre una progenie del punk evolutasi in stili più ostici che rinunciano all’utilizzo di sintetizzatori e tastiere prediligendo un ritorno a strumentazioni semplici e prive di virtuosismi  (basso-chitarra-batteria). Considerare il grunge  un genere musicale ben definito sicuramente non è corretto, mentre  probabilmente non sbaglieremo nel voler considerare con questo appellativo qualcosa che va oltre la musica e rappresenta anche un periodo storico che abbraccia una generazione energica, anticonvenzionale ed estremamente creativa ma allo stesso tempo problematica, che vive con disagio e non si riconosce negli anni post guerra del Vietnam e della tensione Sovietica. Un “esercito” di giovani che si distingueva dal modo in cui portava i capelli lunghi e dall’abbigliamento trasandato, che utilizzava il rock come strumento di denuncia e di protesta contro l’establishment politico e sociale di allora. Ma non si trattava solo di rock e non si trattava nemmeno solo di musica, era una vera e propria manifestazione culturale che rispecchiava una ben precisa condizione esistenziale, a volte disagiata e fuorviata , dei giovani. Menti brillanti e ricche di estro troppo spesso in balìa della dipendenza di stupefacenti,  altri strappati alla vita in modo prematuro ma indubbiamente grandi artisti, compositori ed anche poeti.

Chi come me negli anni ’80 era ancora un bimbo, non ha avuto la fortuna di far parte di quella generazione ma lo avrebbe desiderato senz’altro intensamente ogni qualvolta passava in radio un pezzo dei Nirvana o degli stessi Soundgarden cui lo scomparso Chris Cornell ha prestato la voce per anni.  Successivamente la mia generazione è stata invece il preludio di un lento declino che vede gli animi e le passioni dei giovani fioche come una fiamma ormai consumata, capace al massimo di “Muovere una rivoluzione immaginaria ” (cit. J-AX).

Mentre i testi di quella musica affrontavano temi delicati che venivano intonati con tutta la vitalità e l’indiscutibile spirito ribelle che caratterizzava quegli anni. È una pagina nella storia del rock che consente ancora oggi a chi lo ascolta di riassaporare l’ardente vigore della gioventù. Magari adesso qualche giovane comprerà un album di Soundgarden incuriosito dal “Seattle Sound”, potrà anche apprezzarne la sonorità ma difficilmente ne capirà il significato così come non sentirà un brivido adrenalinico pervaderlo dentro perchè non ha avuto il privilegio di crescere a suon di Rock e Sogni.

Tania Dipietro

Scrivere è il miglior modo che io conosca per esprimermi...