L’accoglienza buonista della ‘ndrangheta

Cara di Isola Capo Rizzuto Crotone

Cara di Isola Capo Rizzuto Crotone

di Luigi Asero

 

È il più grande Centro d’Accoglienza europeo, il Cara di Isola Capo Rizzuto in Calabria è da oggi anche la prova che di accoglienza si specula, come sin troppo spesso sospettato. Un’operazione antimafia che si potrebbe definire senza precedenti quella che ha portato allo scompaginamento delle fila del clan Arena e all’apertura del vaso di Pandora sul fenomeno dell’accoglienza. Su 100 milioni stanziati in 10 anni la DDA di Catanzaro, guidata dal procuratore Nicola Gratteri ha calcolato che almeno 32 milioni di euro siano finiti nelle tasche del clan Arena. Queste le prime risultanze dell’operazione antimafia “Jonny” che ha portato all’arresto di 68 persone fra le quali il parroco della chiesa di Maria Assunta di Isola Capo Rizzuto, don Edoardo Scordio e il governatore delle Misericordie Leonardo Sacco.

E di “sacco” si è trattato certamente se dei 500 pasti che le Misericordie avrebbero dovuto fornire giornalmente ne venivano erogati circa 300 (e pazienza per chi è stato accolto in nome di “fuggono dalla fame” e a quei pasti invece non c’arrivava).

Dice “il Fatto Quotidiano” che “Grazie alle convenzioni stipulate con il ministero dell’Interno, la Misericordia in un solo anno, nel 2009, si è accaparrata 6 dei 13 milioni di euro per la gestione dei centri di accoglienza. Attraverso la Misericordia e Sacco, infatti, la cosca Arena, era riuscita ad aggiudicarsi gli appalti indetti dalla prefettura di Crotone per le forniture dei servizi di ristorazione al centro di accoglienza di Isola Capo Rizzuto e di Lampedusa. Appalti che venivano affidati a imprese appositamente costituite dagli Arena e da altre famiglie di ‘ndrangheta per spartirsi i fondi destinati all’accoglienza dei migranti.”

Il provvedimento di fermo, a proposito di Leonardo Sacco dice fra le altre cose: “da circa 15 anni ha gestito, quale responsabile della Misericordia di Isola di Capo Rizzuto, il centro di accoglienza di Isola di Capo Rizzuto, nelle sue diverse articolazioni, in modo tale da distrarre, in favore delle diverse famiglie che compongono la criminalità organizzata isolitana, cospicue somme di denaro. Egli ha selezionato i subappaltatori del servizio mensa anche fra intranei al sodalizio isolitano”

Ma non finisce qui, è proprio il procuratore Nicola Gratteri che in conferenza stampa precisa ulteriormente i termini della vicenda sin qui accertati:

Il Procuratore Nicola Gratteri

Il Procuratore Nicola Gratteri

“Indagando sulla famiglia Arena siamo arrivati all’interno del Cara di Isola Capo Rizzuto. All’interno sono successe cose veramente tristi: un giorno sono arrivati 250 pasti per 500 migranti. Ebbene 250 persone hanno mangiato il giorno dopo. Non solo era poco, ma solitamente era un cibo che si dà ai maiali. Questi si arricchiscono sulle spalle dei migranti. Questa è un’indagine che abbraccia quasi 10 anni di malaffare all’interno del Cara gestito in modo mafioso dalla famiglia Arena”.

Una situazione talmente grave, e radicata, che il comandante del ROS dei Carabinieri, generale Giuseppe Governale, si spinge a dichiarare che “Il Centro di accoglienza e la Misericordia sono il bancomat della ‘ndrangheta”, convinto che governatore delle Misericordie e sacerdote siano uomini di Arena.

Don Edoardo Scordio avrebbe incassato, tramite non meglio precisate “note spese” emesse dalla parrocchia per assistenza spirituale ben 132.665 €. Eppure la figura del sacerdote appare controversa, in alcuni passaggi delle intercettazioni raccolte infatti uno degli indagati  ne chiederebbe l’allontanamento seppure un altro invece ritiene sbagliata questa richiesta perché “…lui poi se la canta”, temendo quindi di essere denunciati dal sacerdote (non per Giustizia ma per vendetta, questo appare chiaro).

Sulla questione è intervenuta con una nota ufficiale la Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia

Abbiamo appreso con forte preoccupazione del fermo di don Edoardo Scordio e di Leonardo Sacco, rispettivamente correttore e governatore della Misericordia di Isola Capo Rizzuto. Otto secoli di storia non vengono cancellati da fatti, seppure presunti, così gravi e pesanti. Continueremo a dare le risposte ai cittadini e alla popolazione più debole, dando continuità ai servizi svolti dalla Misericordia non facendo mancare la risposta ai bisogni di assistenza e di carità.

Confermiamo la nostra totale fiducia nell’operato dell’autorità giudiziaria auspicando una rapida conclusione delle indagini. Annunciamo già da adesso il commissariamento della Misericordia di Isola Capo Rizzuto e della Federazione Regionale Calabrese. Peraltro la gestione del centro di Isola Capo Rizzuto è da tempo affidata al consorzio ‘Opere di Misericordia’, con sede a Firenze, che continuerà i propri compiti nell’interesse degli ospiti secondo i principi che ci contraddistinguono.

Ecco in sintesi, molto breve, la cronaca di una giornata che intacca seriamente il “mito” dell’accoglienza creata ad hoc. Un’indagine che certo non oscura il serio lavoro di chi presta vera opera umanitaria, ma che può servire ad aprire gli occhi a quanti credono che sia sempre opera caritatevole rifiutandosi di comprendere l’enorme business che si cela dietro ciò che può tranquillamente ormai definirsi “affaire migranti“.

Luigi Asero

Appassionato di informazione scrivo per passione su diverse testate. Sempre alla ricerca della verità.