Autobomba davanti al tribunale, tentata strage a Smirne

La Turchia resta primo piano nell’attuale strategia della tensione. Oggi un attacco terroristico nel parcheggio riservato ai magistrati del tribunale di Smirne. Prima l’esplosione di un’autobomba, poi un conflitto a fuoco fra polizia e terroristi. Quattro le vittime: un poliziotto, un impiegato del tribunale e due attentatori, un terzo si sarebbe dato alla fuga e sarebbe adesso ricercato dalle autorità turche. Sette persone, fra cui tre poliziotti sarebbero ferite, alcuni in gravi condizioni.

Altri due sospetti sarebbero stati arrestati. Secondo il governatore della regione l’attentato di oggi sarebbe da attribuire al PKK, non si capisce però al momento in base a quali elementi il governatore sarebbe certo della matrice dell’attentato.

La Turchia è sotto attacco contemporaneo di diversi gruppi terroristici e vogliono metterla in ginocchio“, ammette lo stesso presidente, Recep Tayyip Erdogan.

Intanto proseguono le indagini per arrivare all’identificazione del killer “solitario” che a Capodanno ha compiuto una strage alla discoteca Reina di Istanbul, smentita l’ipotesi che si tratti di un cittadini di origini cinesi si torna alla pista araba. Ma nulla trapela se non frammenti di notizie che fanno percepire una certa difficoltà nelle indagini. Oggi, è questa è la grande novità forse, da diverse parti in Turchia si è accennato alla possibilità che nell’attentato di Capodanno possano essere coinvolti non meglio precisati servizi segreti stranieri. L’unica cosa che avrebbe un senso in questa insensata strategia della tensione.