Il terrore saluta il 2017 appena entrato

di Luigi Asero

 

No, non è cambiato molto se non la data del calendario. Per lo Stato Islamico e per il fanatismo jihadista il mondo è quello di due giorni fa: da un lato il fanatismo religioso (che di religioso non ha nulla) e dall’altro il mondo “apostata” da combattere.Poco importa che la Russia e la Coalizione internazionale abbiano colpito duramente le sue milizie. Il fanatismo si nutre di innumerevoli schegge sparse per il mondo e difficilmente li si potrà fermare.

Ha fatto male la notizia della strage alla discoteca Reina di Istanbul arrivata appena pochi minuti dopo la mezzanotte, ma non è una notizia isolata. Boko Haram, ben lontano dall’essere annientato (come più volte annunciato dalle autorità nigeriane) ha colpito in Nigeria, Isis ha colpito ieri in Turchia e oggi in Iraq, proprio nel giorno in cui Hollande si recava in quelle terre a parlare di “lotta al terrorismo”.

Il fanatismo si nutre di uomini e donne di ogni nazionalità, si nutre di un odio profondo che non ha radici che in una sola religione: quella del dio denaro.
Quella in cui i capi delle fazioni riescono a motivare i loro demoniaci discepoli che sono oggi kamikaze piuttosto che killer professionisti con preparazione militare.

E se il fanatismo non è quello di fede islamica allora sarà di “appartenenza alla gang” così si stermina in una rivolta in Brasile o piuttosto sulle strade del Messico infestate dai narcos.

Il 2017 nasce quindi sotto i peggiori auspici. Com’era peraltro prevedibile. E nessuno sa più arginare il Male.


Luigi Asero

Appassionato di informazione scrivo per passione su diverse testate. Sempre alla ricerca della verità.