Ora applichiamo la Nostra Costituzione Italiana

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di Luigi Asero

 

L’esito del voto referendario non lascia scampo. L’Italia ha votato per difendere la Costituzione Italiana, così come ci è stata consegnata dai padri costituenti. Possiamo discutere che il voto sia stato pro o contro il governo, pro o contro i sindaci, pro o contro i partiti di maggioranza. Sono tutte motivazioni vere e reali ma riconducono tutte allo stesso ragionamento comune. Come  scritto in un precedente articolo in favore del no “L’Italia, ve lo diciamo una volta per tutte, va male perché la corruzione è piaciuta a corrotti e corruttori, perché ci si è lasciati corrompere da un piatto di lenticchie, perché nessuno sa più alzare la testa, perché troppi pensano che “tanto non cambia nulla”

Il popolo, esprimendo in maniera chiara e netta il suo ‘no’, non ha soltanto comunicato il suo sdegno, ma la volontà di rimanere su quanto già stabilito. E non perché piaccia la situazione attuale, sappiamo tutti che pochissime cose vanno bene, ma perché il problema non è creare nuove regole, bensì applicare quelle esistenti. Non ha prevalso la “paura del cambiamento”, ma la quasi certezza di cambiare in peggio.

Il popolo insomma non vuol rimanere impantanato, vuole invece uscire dal pantano in cui la ‘mala politica’ lo ha fatto cadere usando ciò che già esiste: la Costituzione italiana. Il vero messaggio primario è quindi: applichiamola.

La prima applicazione l’ha fatta proprio il popolo sfruttando l’articolo uno, laddove dice “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione“. Perché la Costituzione è la Carta fondamentale dei diritti e dei doveri. Già al secondo articolo dice infatti: “La Repubblica riconosce e garantice i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale“.

È già nella Costituzione risolto il problema delle confessioni religiose e dello Stato laico che riconosce la libertà religiosa, sia all’art. 3 che agli artt. 7 e 8.

Quando parliamo di cultura, di patrimonio archeologico e artistico ed ambientale. Tutto è previsto dalla Costituzione italiana. Servono soltanto leggi ordinarie specifiche (e organiche) che disciplinino le varie materie trattate. Serve applicarla.

Sapere-Italia pur essendo soltanto un “blog informativo” si impegna ad aiutare tutti i suoi lettori a conoscere e approfondire la materia, in maniera semplice, senza entrare in tecnicismi necessari agli addetti ai lavori. Perché se una cosa è certa, questa è sicuramente il fatto che la Costituzione italiana è stata scritta con parole semplici affinché fosse comprensibile da tutto il popolo. Proprio perché il popolo, esercitando la sua sovranità, potesse un giorno controllarne effettivamente la sua corretta applicazione.

Adesso è venuto il momento di farlo. Noi ci saremo e stiamo lavorando perché ci siate tutti. Quelli del sì e quelli del no, perché il popolo è e deve rimanere uno soltanto: quello della Costituzione.

Luigi Asero

Appassionato di informazione scrivo per passione su diverse testate. Sempre alla ricerca della verità.