Delirio #referendum. #BastaunNO

no

di Luigi Asero

 

Passano i giorni, al momento in cui scriviamo mancano 11 giorni alla fatidica data referendaria.  o No purché l’Italia sia un Paese peggiore. Perché lo sarà comunque, se passa il Sì il rischio di una deriva autoritaria celata sotto una finta democrazia sarà altissimo, se passa il No si aprirà una guerra senza esclusione di colpi per la successione governativa.

Aberrante” la definizione di re Giorgio (Napolitano) di questa campagna referendaria. E per l’unica volta, sebbene per motivi opposti, siamo d’accordo con la sua definizione.

Il referendum Costituzionale con un quesito che nulla ha a che spartire con le ragioni del referendum, semplificandole spudoratamente, sta minando le basi (fragili) di questo Paese di corrotti e collusi, di ignavi e pavidi, di onesti e idealisti. Arriviamo a leggere che la massoneria si schiera con il Sì (il GOI). Lo sapevamo già, questo è un piano che viene da lontano… Ma “rumors” ci dicono che un’altra parte imponente di massoneria è schierata per il No, contrariamente a quanto girerebbe sui Social. Tutti spaccati, tutto contro tutto, tutti contro tutti.

Chi si oppone alla schiforma renzo-boschiana è definito “accozzaglia” (e siamo felici di far parte dell’accozzaglia visto che sono stati i geniali professori e politicanti mestieranti a ridurre in briciole quella che era la Settima Nazione Industrializzata al mondo). Ieri l’annuncio di Fedele Confalonieri che annuncia come il gruppo da lui rappresentato (Mediaset) voti per il Sì. In contrasto peraltro con il suo fondatore e maggior azionista, Silvio Berlusconi che spinge per il No e che definisce la scelta di Mediaset una scelta per “paura di ritorsioni”. Evidentemente sono parecchie le successioni cui il Paese -inconsapevolmente- si prepara… E i ricatti in atto.

Di certo c’è che la Televisione di Stato non sta mantenendo l’equilibrio elettorale, nettamente sbilanciata verso le ragioni dei lobbisti del Sì. Cosciente che se anche venisse punita con una sanzione dell’Autority questa verrebbe pagata con i soldi del canone, cioè dei cittadini. Ma tanto non viene sanzionata, se non a giochi chiusi.

Il novanta per cento della disinformazione travestita da giornali ed editoria di ogni sottospecie snobba fischi e manganellate contro chiunque si oppone a un governo sempre più schiavo di banche, poteri forti (ed occulti) e interessi inenarrabili. Non si spiega altrimenti il continuo sostegno a un personaggetto che minaccia di voler “veder ammazzati” da presidenti di commissioni antimafie a esponenti pentastellati. E contro cui non si leva mai una voce di protesta. E in fondo perché protestare per un personaggetto dittatorello interno se ci sta bene un qualsiasi presidente turco libero anche di provar a naturalizzare lo stupro delle bambine del suo popolo. Ma questo è un altro discorso… torniamo ai “nostri”.

Così i giornaletti di regime descrivono come infamanti le parole di Grillo “Renzi come scrofa ferita” mentre omettono le nemmeno velate minacce di morte e comunque la trasparente richiesta di voto di scambio (non era reato?) di Vincenzo De Luca. Quegli stessi giornaletti di regime che neanche danno notizia degli eventi organizzati dai sostenitori del No, mentre ci dicono pure se Renzi va in bagno… Così, quegli stessi giornaletti di regime descrivono come populisti personaggi come Salvini e Meloni ma omettono le offese continue della ministra/figliadipapàEtruria contro Virginia Raggi e chiunque non la pensi come lei. Lei che poi, la sua riforma, non sa nemmeno spiegarla. Provate a farle una domanda a sorpresa e vedrete. Provare per credere.

È vero, il 4 dicembre è più di una data referendaria. A questo punto, proprio per colpa dei proponenti è diventata una scelta di vita.  Come vivere o morire. Noi scegliamo di vivere e diciamo NO.

No a ogni ingiustizia. Attuale e futura. E con questa schiforma di futuro per l’Italia ce ne sarebbe poco. Dalla clausola di supremazia (art. 117) all’articolo 70 stravolto e illeggibile. No a quanti pensano che l’Italia va male perché non si è fatta questa riforma.

L’Italia, ve lo diciamo una volta per tutte, va male perché la corruzione è piaciuta a corrotti e corruttori, perché ci si è lasciati corrompere da un piatto di lenticchie, perché nessuno sa più alzare la testa, perché troppi pensano che “tanto non cambia nulla”. #BastaunNO.


Originariamente pubblicato su La Voce dell'Isola

Luigi Asero

Appassionato di informazione scrivo per passione su diverse testate. Sempre alla ricerca della verità.