Anno 2016: Odissea nell’italico Spazio

Public transportation.

Cari lettori, in alcun modo vorremmo sminuire dopo quasi mezzo secolo un capolavoro epocale come “ODISSEA NELLO SPAZIO”, ma Kubrik non si infurierà se adottiamo il titolo della sua celeberrima creatura (sdrammatizzando per carità)  per esprimere una realtà pressoché surreale e rendere “ironicamente” l’idea dei  disagi e disservizi legati ai trasporti terrestri in Italia. A tal proposito abbiamo pensato di raccontarvi le esperienze, a dir poco singolari, di una viaggiatrice che dall’Italia insulare, nel 2016 sottolineeremmo, tenta via terra di percorrere tutto lo stivale dal sud a nord.

Per tutelare la sua privacy chiameremo Arianna la nostra passeggera.

Arianna è una donna che rappresenta la classe media- un tempo benestante – di lavoratori italiani che la crisi, nonché la riforma della buona scuola, hanno oggi costretto a vivere lontana dalla propria famiglia tra sacrifici non indifferenti e poche gratificazioni (sia economiche che lavorative).

Ebbene Arianna è un’insegnante che lavora nel Veneto ma che conserva le sue radici sicule e la voglia di tornare a casa non appena le è possibile, con enormi disagi sia economici che lesivi del rispetto e della dignità del viaggiatore.

Arianna nutre una paura innata per i viaggi in aereo, da sempre ha dovuto optare per il trasporto terrestre e così alterna le sue “trasferte” tra corse in autobus e tratte ferroviarie. I viaggi in autobus sono i più convenienti in termini economici e prevedono un minor impiego di ore per arrivare a destinazione.

Infatti con la modica cifra di 76 euro una ormai affermata compagnia di autolinee  permette di giungere in 17 ore dalla Sicilia in Veneto. La corsa è climatizzata, lungo il tragitto sono previste 3 soste in autogrill e il personale è cordiale. Il tutto, intoppi a parte naturalmente. Eh già perché a volte è sufficiente un imprevisto ed il viaggio diviene un’odissea che arriva a sfiorare le 24 ore di “traversata trans- peninsulare”. Voi direte che l’imprevisto è comprensibile, ebbene si signori ma l’assoluta mancanza di vetture sostitutive e di un adeguato piano di emergenza aziendale in caso di necessità ( per una compagnia che compie decine di corse quotidianamente su tutto il territorio nazionale) è inconcepibile.

Così la notte in cui la nostra Arianna si svegliò di soprassalto dopo una brusca frenata dell’autista, trovando davanti a sé una scena preoccupante, ebbe inizio la sua odissea per “lo stivale”: il parabrezza dell’autobus bipiano su cui viaggiava adesso assomigliava ad un’enorme ragnatela, decine di crepe percorrevano il vetro ormai deformato che continuava a scricchiolare.

Ci volle qualche minuto per comprendere l’incidente occorso, ma una volta realizzato l’accaduto bastarono invece pochi secondi per convincersi angosciosamente che il viaggio si complicava. Nessun ferito, nessun’altra vettura coinvolta ma tanto panico e confusione.

Alle 4 del mattino sulla Salerno – Reggio Calabria con un tempismo surreale avvenne il miracolo per il quale Arianna stava pregando: un secondo autobus della stessa azienda diretto a Bologna transitava sull’autostrada ed accostava accanto i malcapitati. Il viaggio allora continuava sull’altra vettura approfittando dei pochi posti liberi a sedere, qualcuno meno fortunato invece avrà ancora il ricordo dell’ebbrezza provata passando la notte impiedi sulla A3.

Alle 9 del mattino l’agghiacciante scoperta: giunti in stazione a Bologna i passeggeri sarebbero dovuti scendere dalla vettura per poi attendere la coincidenza delle ore 12:00 diretta a Mestre. Nessun altro mezzo quindi, dopo 5 ore dallo spiacevole evento, era stato inviato per portare comunque a destinazione in tempi ragionevoli gli sfortunati viaggiatori.

Dopo tre ore d’attesa in stazione allietati da una piacevole temperatura estiva di 38 gradi circa, la nostra eroina riuscì a giungere a destinazione reduce da appena 23 ore di viaggio.

Per chi fosse curioso di conoscere la risposta fornita dall’azienda di trasporti ad Arianna in seguito al formale reclamo inoltrato sul sito internet della compagnia, beh vi riportiamo loro testuale comunicazione che senz’altro denota disponibilità nei rapporti con il pubblico ma lascia alquanto perplessi sulle condizioni e garanzie di viaggio.

Resta una domanda che ci stiamo tutt’ora ponendo – non è chiaro se l’azienda abbia ben compreso la gravità dell’accaduto ma soprattutto se abbia ben chiaro la tipologia di ”carico” che trasporta, ovvero persone.

(T. D.)

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Cordiali saluti

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NOTE: A breve pubblicheremo anche l'odissea "ferroviaria" di Arianna. La storia è vera.