Inizia il countdown: la svolta USA tra Hillary e Donald

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di Luigi Asero

 

Siamo alle battute finali: dopo mesi di una estenuante campagna elettorale per le Presidenziali USA 2016, dopo badilate di fango reciproco, giorno 8 novembre è a meno di 48 ore. Chi la spunterà fra Hillary Clinton e Donald Trump?La gente comune, gli italiani in particolare, si chiede perché tanta attenzione a un’elezione tanto distante (geograficamente) da noi? Semplicemente perché da quando gli Stati Uniti d’America si sono autoproclamati “paladini” dell’umanità, gendarmi del (Nuovo) Ordine Mondiale ciò che accade lì ha inevitabili ripercussioni nel resto del mondo. In primis proprio nei Paesi alleati come l’Italia. Paesi fortemente militarizzati che in nome della pace mondiale sono armati fino ai denti.

Su questa campagna elettorale si sono spesi fiumi di parole, oceani di dollari, fango a palate da entrambe le parti, si è sfiorato (per l’ennesima volta) il conflitto con la Russia con una guerra informatica fatta di mail intercettate e attacchi hacker, veri o presunti. Si è notato come la coesione nazionale americana è tutt’altro che coesa. Con Uffici Federali (FBI) contrapposti al servizio segreto (CIA).

Interessi in campo così grandi da far comprendere che la posta in gioco è più alta della “semplice” presidenza degli Stati Uniti d’America. Non è solo un gioco di “poteri forti” e di lobby. È un gioco che vede contrapposti gli interessi di due Massonerie presenti negli USA e nel mondo intero. Interessi ignoti che sembrano però non voler portare a nulla di buono.

Da un lato una candidata che sembra -fra le altre cose- abbia contribuito alla formazione del sedicente autoproclamato Stato Islamico (perché gli USA in assenza di un nemico se ne devono per forza creare uno, altrimenti cade la loro autoproclamata funzione di gendarmi dell’umanità). Dall’altro un ricco imprenditore borioso desideroso di lasciare una sua impronta nella storia: impronta che non potrà che risentire (negativamente) proprio della sua boria.

Qui, a distanza, osserviamo i loro movimenti e ci chiediamo cosa ne sarà del mondo occidentale così come lo conosciamo, cosa ne sarà dell’Alleanza Atlantica (NATO) o per meglio dire: a quale baratro ci porterà questa “corda a nodi” sempre più stringenti?

Forse, fra tre giorni, avremo un quadro della situazione più chiaro. Intanto osserviamo e speriamo. Che dalla padella non si finisca -almeno- nella brace.

Luigi Asero

Appassionato di informazione scrivo per passione su diverse testate. Sempre alla ricerca della verità.