A Ciaculli i vecchietti indifesi con le molotov in mano

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di Luigi Asero

 

Si sono concluse rapidamente le indagini della Squadra Mobile alla ricerca dei colpevoli dell’attentato incendiario di lunedì 10 ottobre avvenuto nella zona di Ciaculli (Palermo), dove hanno rischiato di perdere la vita due giovani che lì avevano deciso di vivere, in mancanza di altro rifugio. Brevemente i fatti. Lunedì mattina in via Tenaglia una bottiglia incendiaria è stata lanciata all’interno di un casolare di campagna. All’interno la coppia aveva montato una piccola tenda per ripararsi dalle intemperie, l’effetto della molotov è stato devastante e i due ragazzi hanno rischiato di morire arsi vivi. Solo il pronto intervento dei Vigili del Fuoco allertati dalla ragazza, e delle unità 118 immediatamente accorse, ha evitato il peggio e i due giovani sono stati ricoverati all’ospedale Civico di Palermo in prognosi riservata con gravi ustioni.

Il più grave è Umberto Geraci, 22 anni con ustioni sul 50% del corpo, inizialmente ricoverato in sala rianimazione. Ustioni sul 20% del corpo invece per la 23enne Jessica Modica.

Il fatto che i due giovani si siano salvati ha dato alle forze dell’ordine la possibilità di chiudere rapidamente il cerchio attorno agli esecutori del crimine, aprendo però una parentesi quasi sconvolgente. I due autori sarebbero due anziani di 77 e 78 anni, uno dei due imparentato con un esponente mafioso della zona di cui gestirebbe il terreno (non coinvolto nella vicenda).

In quel casolare il ragazzo si era adattato a vivere da quasi un anno a seguito di dissidi con la famiglia d’origine, mentre la giovane (che abitava in zona) lo raggiungeva occasionalmente.

E se è ancora da chiarire cosa abbia scatenato la follia omicida è certo però che tra Benedetto Fici (78 anni) e il giovane c’erano stati recenti dissidi, Fici non tollerava infatti che il giovane alloggiasse in quel vecchio casolare abbandonato e in passato aveva dato fuoco ad un altro casolare abbandonato (stavolta in un momento in cui era totalmente disabitato) sempre con l’intento di allontanare dalla zona il giovane Geraci.

Al momento dell’arresto avrebbe dichiarato “Non sono stato io. Non potevo lanciare la molotov, ho l’artrosi” ma gli investigatori hanno appurato che va regolarmente a caccia portando con sé un pesante fucile corredato dai necessari accessori. L’altro arrestato è Antonino Faraone (77 anni). Se i due giovani fossero morti nel rogo sarebbe stato molto più complicato individuare in Fici e Faraone gli autori del raid di Ciaculli. Il destino ha voluto -fortunatamente- che sopravvivessero e così quando sono stati in grado di parlare con i poliziotti hanno riconosciuto i due anziani.

Secondo i poliziotti coordinati dal capo della Mobile Rodolfo Ruperti, il loro sarebbe stato un piano curato nei minimi dettagli, talmente curato da portare gli investigatori a definirli “Lucidi e spietati“. Due indifesi vecchietti, insomma… con le “bombe in testa” e le molotov in mano.

Luigi Asero

Appassionato di informazione scrivo per passione su diverse testate. Sempre alla ricerca della verità.