A un passo dall’Apocalisse

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di Luigi Asero

 

A un passo dall’Apocalisse, un titolo che neanche per un macabro scherzo si vorrebbe utilizzare. Ma sono queste le considerazioni che appaiono ovvie dopo la lettera che la candidata democratica alle presidenziali USA 2016 Hillary Clinton ha inviato al popolo americano. In un crescendo di populismo, all’interno della forse peggior campagna elettorale americana cui il mondo abbia dovuto (finora) assistere con queste parole la Clinton si è espressa: “Sono l’ultima cosa tra voi e l’apocalisse”. Un modo per dire che il mondo è sull’orlo del baratro e che solo lei, la candidata Clinton, potrebbe salvarlo. Naturalmente -non è neanche sottinteso- a costo che la si voti Presidente degli Stati Uniti d’America.

Non vogliamo nemmeno entrare nella discussione fra chi sia fra i due (pessimi) candidati Trump e Clinton, il migliore. Riesce persino difficile ipotizzare chi sia il peggiore, figurarsi dire chi è migliore.

Ma in questa frase è racchiuso tutto il senso del prossimo futuro che attende il mondo intero, essendo gli USA la prima super potenza mondiale. Un mondo sull’orlo del baratro, con intenzioni belliche chiare ed evidenti da parte della politica yankee (non del popolo, ma della politica sia chiaro).

E non è nemmeno difficile comprendere quanto ciò sia vero con una tale instabilità mondiale. Gli scenari di guerra si susseguono nelle (poche) cronache di regime, ben attente a informarci sempre con armi di distrazione di massa (quattordicesime, chiusure improbabili di Equitalia, aumento del pil, diminuizione della disoccupazione, crescita europea, e via di seguito). Un occhio un po’ più attento non può non notare quanto accade giornalmente in Siria, in Iraq, in Afghanistan, in Ucraina, in Yemen, nel mondo islamista (non islamico, ma islamista attenzione).

Un esilissimo filo a un passo dal baratro: Hillary Clinton. Lei, la già ex First Lady, la donna forse più potente degli Stati Uniti, colei che ammise il ruolo degli Stati Uniti nella prima formazione dell’Isil (ora Isis) in funzione anti-Assad con il compito ultimo di coinvolgere lo “zar” Vladimir Putin in un conflitto mai veramente sopito tra USA e ex URSS.

Dall’altro lato il candidato Trump. L’uomo che ha fatto della scorrettezza uno stile di vita, l’uomo con il tatto diplomatico di un elefante impazzito all’interno di una cristalleria.

Il mondo è sì, forse, sull’orlo del baratro. Il popolo americano avrà sulla coscienza la scelta del peggior presidente che mai lo abbia governato. Chiunque fra i due candidati scelga.

Il resto del mondo resterà a guardare. Sperando, per quanti credono, che almeno Dio scenda a salvarci…

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Luigi Asero

Appassionato di informazione scrivo per passione su diverse testate. Sempre alla ricerca della verità.