Escalation di tensione fra Russia e Occidente, missili puntati

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di Luigi Asero

 

Non è da poco tempo che la tensione fra Russia e Occidente tende ad alzare ogni giorno l’asta di qualche linea. La situazione sembra ora sempre più avvicinarsi a un “punto di non ritorno”.  A sancire la quasi definitiva rottura c’è stata l’interruzione della tregua in Siria. Ma la tensione parte da più lontano, parte dall’ennesima “rivoluzione spontanea” in Ucraina e dalla conseguente invasione della penisola di Crimea, è continuata con una serie di “piccole” prove di forza fra schieramenti opposti per arrivare alle drastiche decisioni di questi giorni: missili nucleari di tipo Iskander-M sono stati spostati nella città di Kaliningrad (tra Russia e Polonia) e puntati in direzione dell’Europa, nel frattempo Vladimir Putin ha disdetto un incontro diplomatico con il presidente francese Francois Hollande e il governatore di San Pietroburgo ha annunciato che in caso di guerra “i residenti riceveranno razioni di 300 grammi di pane al giorno”, la Russia avrebbe quindi già pronto un piano e non potrebbe stupire che l’accelerazione dell’escalation possa arrivare proprio dal vantaggio della candidata alle presidenziali USA, Hillary Clinton che si è autodefinita “l’ultima cosa tra il popolo americano e l’apocalisse”.

Si prova a stemperare dal Ministero della Difesa russo che fa sapere a proposito dello spostamento di missili con testata nucleare a Kaliningrad che si tratta di una semplice esercitazione militare di routine. Anzi il generale Igor Konashenkov ha precisato che uno dei missili “è stato volutamente esposto alla vista di un satellite spia americano”.

Cosa è accaduto in Siria a far precipitare la situazione? Brevemente ricordiamo i due episodi:  fattore scatenante è stato il bombardamento dell’aviazione USA di un contingente di militari fedeli al presidente siriano Assad, appoggiato da Putin, che ha provocato la morte di 90 soldati siriani. Il raid americano ha portato alla dura reazione della diplomazia russa: “La Casa Bianca difende l’Isis“, le parole della portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, riportate dalla Tass. Il raid USA è stato seguito dal bombardamento del convoglio Onu che doveva portare aiuti umanitari alla popolazione di Aleppo, attribuito all’aviazione russa.

Infine, fra gli ultimi provvedimenti Mosca avrebbe “raccomandato” ai funzionari dell’amministrazione presidenziale e regionale e ai deputati del Parlamento russo di far “rientrare subito” in patria tutti i parenti che ora si trovano all’estero. Chi si trova fuori dai confini della Russia per motivi di studio non potrebbe nemmeno terminare l’anno o i corsi. Si sussurra addirittura che chi non eseguirà l’ordine del Cremlino subirà limitazioni nella carriera all’interno del settore pubblico, con il blocco delle promozioni o degli scatti.

Insomma, non si può sancire una nuova guerra fredda, ma ci siamo molto vicini. E per una guerra Russia-Occidente ci si sta attrezzando, non volendo dimenticare i rinnovati buoni rapporti tra la Russia e la Turchia c’è poco da sorridere…

Luigi Asero

Appassionato di informazione scrivo per passione su diverse testate. Sempre alla ricerca della verità.