Nel Caos Libia c’è anche l’Italia

di Luigi Asero

 

Mentre il mondo si gode le Olimpiadi (sacrosanto) un’altra parte di mondo gioca una nuova partita nella complicata scacchiera internazionale. In Libia si affronta il pericolo dell’Isis che ha le sue roccaforti in Sirte e si interviene (solo dopo che gli USA hanno deciso) su precisa richiesta del premier incaricato Fayez-al Sarraj, notoriamente “vicino” a quella parte di mondo occidentale che lo ha fortemente voluto come premier libico nell’era post-Gheddafi (e annessa “primavera araba”).

Intanto dopo una serie di scoperte giornalistiche e dinieghi governativi è arrivata la conferma che uomini dei corpi d’elite dell’Esercito Italiano, insieme a inglesi e americani, sarebbero già in Libia (e in Iraq) con compiti di “addestramento” delle forze governative. I “maligni” sostengono però che potrebbe trattarsi di una missione volta a preparare il campo per l’AISE (Servizi Segreti italiani) per creare copertura rispetto a previste future (e imminenti) missioni in funzione anti-Isis.

La stessa missione attuale sarebbe infatti coperta da un alto livello di segretezza e sarebbe coordinata dallo stesso Aise.

Il quotidiano Huffington Post pubblica oggi: “in un documento appena trasmesso al Comitato di controllo sui servizi segreti (Copasir), e classificato “segreto”. Nel documento, redatto dal Cofs (Comando interforze per le Operazioni delle Forze Speciali), si specifica che si tratta di operazioni effettuate in applicazione della normativa approvata lo scorso novembre dal Parlamento, che consente al Presidente del Consiglio di autorizzare missioni all’estero di militari dei nostri corpi d’elite ponendoli sotto la catena di comando dei servizi segreti con tutte le garanzie connesse. Immunità compresa.

Dunque, è bene chiarire subito che in Libia tecnicamente non siamo ancora in guerra.”

Il Governo italiano continua comunque a negare, malgrado qualche ammissione e questo complica ulteriormente la lettura dei fatti. Siamo in Libia? Perché o meglio, per chi esattamente?
A Sigonella intanto si scaldano i motori e poco ha da valutare in merito il Governo italiano essendo la base Naval Air Station USA. Fra gare e afa estiva ben altre preoccupazioni si addensano all’orizzonte, anche e soprattutto, in merito alla sicurezza interna del Paese.