Corleone, Tropea, Bovalino e Arzano sciolti per mafia

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La decisione del ministero degli Interni è arrivata oggi: quattro comuni considerati ad alto rischio di infiltrazioni mafiose sono stati sciolti per mafia. Si tratta di Corleone (Palermo), Tropea (Vibo Valentia), Bovalino (Reggio Calabria) e Arzano (Napoli).

A Corleone, come negli altri comuni interessati,  il sindaco, Lea Savona (lista civica di centro destra) insieme alla Giunta e al Consiglio faranno le valigie e lasceranno il posto a un Commissario.  Il sindaco Savona alla morte del boss storico Bernardo Provenzano aveva commentato: “gli onesti di Corleone si tolgono dalle spalle un pezzo di storia criminale che è stata rappresentata dal boss Bernardo Provenzano“. Non è bastato. La decisione, come riporta il Giornale di Sicilia, ha preso spunto da un’inchiesta della Procura Antimafia di Palermo che “riguardava l’assegnazione di alcuni appalti come quello relativo alla costruzione di un impianto polivalente nei pressi del campo sportivo. La gara finì all’attenzione della Procura di Palermo che arrestò un dipendente comunale, Antonio Di Marco, indicato dagli inquirenti come il nuovo capo mandamento. Di Marco, custode del campo sportivo, dove si sarebbero svolti anche summit di mafia, in alcune intercettazioni avrebbe fatto riferimento alla possibilità di fare pressioni presso gli uffici comunali per pilotare i lavori”. Nel fascicolo della DDA finì anche il fratello del primo cittadino però.