Il capitalismo vuole la distruzione della Chiesa cattolica

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di Luigi Asero

 

L’Europa ha radici cristiane, o laiche. O semplicemente entrambe le radici checché ne vogliano pensare le parti in causa. Ciò non toglie che nessuna radice andrebbe estirpata. Né quella dei Valori religiosi, né quella dei Valori laici.

Ciò che notiamo è invece una netta presa di posizione, politica prima che umana contro i sentimenti cristiani che -piaccia o meno- restano sentimenti di pace e di unione. Sono ben due gli esempi oggi, diversi e simili allo stesso tempo, di cui abbiamo notizia.

Il primo viene dalla Francia, sì proprio quella nazione in cui recentemente la Chiesa cattolica ha visto un attacco che non ha eguali per ferocia nella storia del nostro continente negli ultimi anni. L’uccisione di padre Jacques di cui ci siamo occupati in un “punto di vista” di pochi giorni fa. Oggi in Francia la Polizia ha portato via a forza, trascinandoli, i religiosi della chiesa di Santa Rita a rue François Bonvin, nel 15 ° arrondissement parigino, interrompendo la Santa Messa (profanando così non solo un luogo, ma anche una funzione religiosa). Riferisce “il Giornale”:

Un gruppo di sacerdoti, spalleggiati da un drappello di fedeli, cerca di resistere senza nessun risultato se non quello di esser trascinati via come corpi morti, coi talari che sfregano sul pavimento, davanti agli occhi increduli dei presenti.

Il caso della “chiesa occupata” nasce 15 anni fa, quando Les Chapelles Catholiques et Apostoliques, associazione belga titolare dell’immobile, mette in vendita le mura. L’autorizzazione alla cessione della proprietà arriva nel 2010, anno in cui il Tar francese dà il via libera all’alienazione del locale stabilendo l’inesistenza di ostacoli di natura artistica o urbanistica.

Dopo tre anni si affaccia l’immobiliare Garibaldi che acquista lo stabile di 720 mq e, con esso, la proprietà di Santa Rita alla cifra di tre milioni di euro. Oggi la società è determinata a completare il suo progetto. Santa Rita verrà rasa al suolo e sulle sue rovine sorgerà una distesa d’asfalto destinata a diventare un’area di parcheggio.

Quindi una società immobiliare spende tre milioni di euro pur di abbattere una Chiesa e costruire al suo posto un parcheggio. Una colata di cemento e asfalto per cancellare ogni memoria di un luogo sacro. Appare improbabile che non ci fossero aree libere adiacenti utilizzabili a tal fine.

Ma siamo nella stessa nazione in cui, circa due anni fa, un giudice accolse un ricorso di un’associazione laica che chiedeva la rimozione della statua di un Santo da una piazza perché “non confacente ai valori laici nazionali”. Intanto, in netta contrapposizione, la stessa nazione autorizza (e per carità potrebbe starci…) la costruzione di nuove moschee. Vero è che la percentuale di popolazione francese di fede islamica è superiore al 30%, ma altrettanto vero sarebbe che anche i valori islamici andrebbero a confliggere con i presunti valori laici vantati da quell’associazione e fatti salvi dal giudice che autorizzò la rimozione della statua “incriminata”.

L’altro caso viene dalla nostra Italia e chiama in causa direttamente il governo italiano. A Foligno si inaugura una strada statale (speriamo non crolli visti i recenti successi dell’edilizia stradale italica ndr), come ogni inaugurazione ci si aspettava la “benedizione” del vescovo. Certo nulla toglie e nulla aggiungerebbe alla sicurezza e alla funzionalità della strada, ma non è ipotizzabile che questo possa “offendere” qualcuno. Anche se laico, ateo o peggio satanista. Se ci credete ha un Valore, se non ci credete nulla ha tolto un centesimo a nessuno e nemmeno un minuto in più di percorribilità di quella strada. Ma…

C’è un “ma”. Il vescovo di Foligno, monsignor Gualtiero Sigismondi, rammaricato segnala che per specifica volontà della Presidenza del Consiglio (di quel premier quindi che alla Chiesa e agli scout deve la sua gioventù) l’Anas gli avrebbe comunicato che non era prevista nessuna cerimonia religiosa.

Stiano tranquilli i cattolici. il vescovo seppur spiazzato ha comunque partecipato alla cerimonia di inaugurazione come ospite e mentalmente recitato la preghiera di benedizione (cosa che sortisce la stessa “efficacia”). Anche questo episodio, più in dettaglio, ce lo spiega bene “il Giornale” a questo link.

La domanda, in quest’altro caso, resta soltanto una: perché? Chi avrebbe offeso una semplice benedizione religiosa (che ovviamente non avrebbe preservato nessuno dal rischio di incidenti, sia chiaro che lo scrivente non pensa che il senso religioso sia una sorta di amuleto da esibire). Eppure resta un “perché” senza risposta.

Se non una. Forse il governo italiano, come quello francese, sempre pronto a saltare sul “carro del vincitore” ha già un suo pronostico su come finirà quest’Europa e questo mondo. Forse in sedi governative “qualcuno” ha informazioni che non è dato sapere ai comuni mortali. E forse ha ragione il Papa quando dice che “non è guerra di religione”. Sì, forse il capitalismo moderno è infastidito dai sermoni religiosi, provocare uno scontro di religioni è il modo migliore per “togliersi l’impiccio”. In fondo tempo fa (era il 2014), inascoltati, ci occupammo dei possibili piani del moderno capitalismo, di un “ritorno al fascismo” in cui nessuno vuol credere. Né in Italia, né nel mondo intero.