Padre Jacques Hamel: il vero obbiettivo jihadista

 

padre Jacques Hamel

padre Jacques Hamel

di Luigi Asero

 

Per commentare un fatto di tale gravità non basta scrivere di getto, a “caldo”. Gli eventi vanno studiati e analizzati. Dall’insieme dei fatti emersi si può analizzare una strategia. Ormai è chiaro a tutti che lo sgozzamento di padre Jacques Hamel rappresenti un nuovo punto di svolta del terrorismo jihadista nel mondo. È analisi comune infatti che si tratti del primo Martire di questa guerra asimmetrica che si sta giocando sulla scacchiera mondiale. Analizzare se sia una guerra di religione o piuttosto una guerra di obbiettivi è riduttivo. Certo, non è una guerra di religioni, su questo ha indubbiamente ragione papa Francesco. Che sia una guerra che nelle religioni trae il suo pretesto, è però altrettanto (e forse più) chiaro a tutti. L’attacco alla piccola chiesa di Saint Etienne du Rouvray è un attacco ricco di simbologia. Talmente ricco da non poter essere casuale.

Pochi hanno notato intanto la prima coincidenza anomala: padre Jacques è stato ucciso la mattina del 26 luglio, la Chiesa ricorda San Giacomo Martire il 25 luglio. Perché è simbolico questo? Perché San Giacomo Martire fu il primo Martire degli Apostoli. Quali gli attributi di San Giacomo Martire? Senza sforzarci più di tanto ce lo spiega velocemente Wikipedia: cappello e bastone da pellegrino, capasanta, bisaccia; talvolta il libro e la spada; può apparire a cavallo mentre uccide un saraceno “matamoros”.

Cosa significa “matamoros”? Consultiamo sempre Wikipedia. È l’appellativo attribuito ai cristiani che perseguitarono musulmani ed ebrei durante la Reconquista del XV secolo. E cosa fu la Reconquista? Fu un periodo di 750 anni in cui avvenne la riconquista dei Regni moreschi musulmani di al-Andalus (in arabo: الأندلس‎, al-Andalus) della Penisola iberica (le attuali Spagna e Portogallo) da parte dei sovrani cristiani, che culminò il 2 gennaio 1492, quando Ferdinando e Isabella, Los Reyes Católicos (“I Re Cattolici”), espulsero dalla Penisola l’ultimo dei governanti musulmani, Boabdil di Granada, unendo gran parte della Spagna odierna sotto il loro potere.

Non basta sapere però questa storia. Si poteva, nella follia degli attentatori, uccidere padre Jacques come una sorta di “vendetta postuma” nei confronti di San Giacomo? Semmai è simbolico che il primo Apostolo martire della Chiesa si chiamasse Giacomo. Forse un sinistro messaggio per dire alla Chiesa di Roma che inizia una sorta di conto alla rovescia per riconquistare ciò che l’Islam crede di aver perso con le lotte cristiane? Troppo poco e anche falso. I cristiani lottarono perché perseguitati. E sarebbe anche questa una spiegazione troppo semplicistica.

padre-JacquesPochi mesi fa padre Hamel aveva fatto un appello a rendere il mondo più umano e più fraterno: una sorta di testamento spirituale. Il settimanale cattolico “Famille Chrétienne” pubblica il suo messaggio sul giornale della parrocchia scritto all’inizio delle vacanze. “Possiamo ascoltare in questo tempo l’invito di Dio a prendere cura di questo mondo, per renderlo, là dove viviamo, più caloroso, più umano, più fraterno“. Il prete invitando anche a pregare per la pace aggiunse “attenti a ciò che accade nel nostro mondo in questi tempi“.

Occupiamoci un po’ degli attentatori. Descritti come mentalmente instabili (pare non ce ne sia uno ‘buono’ manco a pagarlo di questi tempi), di certo c’è che il sedicente Stato Islamico del Califfo Abu Bakr al Baghdadi ha diffuso un video di rivendicazione in cui i due comparivano quando giurarono fedeltà alla lotta jihadista. Saranno stati anche mentalmente instabili ma è innegabile il coinvolgimento diretto dell’Isis (o Daesh) nella criminosa azione.

Per motivi che al momento sfuggono a tutti, e a maggior ragione allo scrivente che cerca solo di analizzare i fatti evidenti, i due non dovevano assolutamente mancare la data di ieri. Non si spiega altrimenti il far di tutto per uscire dal carcere accettando anche di indossare il braccialetto elettronico, quando si deve andare a compiere una missione che -quasi inevitabilmente- condurrà alla morte. Come è stato grazie all’intervento delle Forze Speciali.

Abbiamo una strana convinzione. Dietro questa guerra asimmetrica la religione è certamente un pretesto. Qualcosa in grado di muovere le masse. Difficilmente il Califfo Al Baghdadi pensa realmente al Corano nel sobillare i suoi fanatici. Difficilmente il suo interesse è il martirio o l’Islam. Più facilmente il califfo è l’utile marionetta in mano a “qualche potere” che ha interesse al caos, anche a distruggere la stessa Chiesa cattolica come lo stesso Islam (nessuno uscirebbe bene da una guerra di religioni). Per dominare cosa? Per controllare cosa? Le risorse del pianeta sicuramente.

Oppure qualcuno è ancora più folle e mira a una sorta di “purificazione mondiale”, a una rinascita dalle macerie del mondo. Per questo nella folle azione di Saint Etienne abbiamo l’impressione che si sia toccato un punto di svolta: non più il Corano ma una riscrittura della Sacra Bibbia. Si vogliono nuovi martiri, si vuole un nuovo mondo che dimentichi l’Islam e il Cattolicesimo. Qualcuno, forse, il voto l’ha fatto al Male e da quel giuramento non si esce più. Il timore è che ieri, simbolicamente, sia stato ucciso solo “il primo” dei nuovi Apostoli. E se non riusciremo a cogliere il vero filo logico nascosto, resterà poco (nulla) da commentare. Non sarà guerra di religioni, sarà guerra totale.