L’imprevedibilità del terrorismo

france-nice

di Luigi Asero

Ogni forma di integralismo e fanatismo è incompatibile con qualsiasi attività di contrasto convenzionale.
Ogni forma, anche la più sofisticata, di intelligence‬ non può prevedere ciò che è imprevedibile. Questa è sempre stata la forza del terrorismo‬. Pensare di dialogare con chi uccide anche quanti fra i “suoi” si aprano al dialogo‬ non serve. Dà solo tempo a chi organizza il terrore.
Combattere il terrorismo non può voler dire chiedere soltanto più agenti e più controlli perché un camion non lo controlli, non immagini nemmeno sia trasformato in oggetto di morte proprio per la sua stessa natura di camion (nel senso che controlli un camion con esplosivo, ma non un camion improvvisamente lanciato a folle corsa contro le folle). Lo stesso si può fare, magari con danni più lievi usando automobili, suv, motoscafi, ecc.
Sentirsi sicuri chiedendo solo più controlli è come riempirsi di insetticida per proteggersi dalle zanzare, magari non ci saranno punture ma si morirebbe comunque, anzi si peggiora il danno.
E allora? Allora bisogna prepararsi non ad aver paura, ma a rendersi conto che si è in una sorta di guerra anomala. Qualcuno ha attivato una sorta di videogame in cui tutto può essere il nemico, e tutto può essere la vita. Aprire gli occhi, controllare ogni potenziale pericolo, pensare che non tutto il mondo è marcio ma dietro ognuno può celarsi il marcio.
Le vittime non si fermano a Nizza, ce ne saranno ancora e ancora… Migliaia, decine di migliaia. Illudersi che “potrebbe non essere così” è utopia. Ma non c’è dubbio… finirà. Finirà quando smetteremo di pensare che basti il colore della pelle per dividere l’umanità fra buoni e cattivi. No. Sei bianco e sei cattivo, ma anche bianco e buono. Nero, o qualsiasi colore… puoi essere buono o cattivo. Alla pari. Non c’è razzismo, c’è sopravvivenza reciproca.
Si deve necessariamente intervenire, concretamente, in quei Paesi dove laJihad‬ crea le sue roccaforti. Anche togliendo il potere a chi lo detiene attualmente senza saperne esercitare il controllo. Penso alla Libia, come all’Iraq. Ma anche ai nostri Paesi europei incapaci di produrre risposte decise che vadano oltre gli inutili vertici d’emergenza. Serve la determinazione‬, senza se, senza ma, senza colori politici e senza esitazioni. Oppure è l’inizio della fine.
Fatevene una ragione. Questo è, per ora, il terzo Millennio.