La Grecia in ginocchio, ancora austerity

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di Luigi Asero

A poco sono servite le proteste e gli scontri. A poco le mediazioni internazionali (quali?). In Grecia è ancora austerity e repressione. Il Parlamento nella notte ha votato un nuovo pacchetto di misure con il fine di ricevere nuovi aiuti economici dai creditori internazionali.

Tutti compatti i membri della coalizione Syriza-Greci Indipendenti, guidata dal premier Alexis Tsipras. Con questa nuova manovra si riducono gli enti previdenziali, si istituisce una pensione minima di 384 euro al mese per 20 anni di contribuzione, si prevedono nuovi tagli alle pensioni più elevate, si aumentano i contributi previdenziali (passano al 20% con il 13,6% a carico dell’imprenditore e il 6,7% del dipendente) e si aumentano le tasse per i redditi più alti. La manovra ha un valore totale di 3,6 miliardi di euro e consentirà l’avvio della seconda tranche di aiuti da parte di UE e FMI. Il piano, approvato la scorsa estate, che prevedeva un aiuto di 86 miliardi di euro in tre tranche. Ci si chiede cos’altro sarà chiesto al popolo greco per poter accedere alla terza e ultima parte del prestito. E cosa per poterlo poi onorare successivamente.

I media nazionali italiani parlano di tre giorni di scontri ma così non è. Le proteste vanno avanti da molto più tempo come dimostra questo articolo pubblicato su La Voce dell’Isola già il 24 aprile scorso.