Per lei la mafia che cos’è?

Vespa-Riina

di Tania Dipietro

Oserei dire che non c’è più religione, non c’è buon senso, non ci sono dignità né vergogna, nessuna lungimiranza né bontà d’animo nei contenuti proposti dai mass media italiani. La nostra è una nazione che scivola sempre più volutamente nell’oblio, che confina nei meandri della dimenticanza un passato di aspre lotte, di vittime -o forse dovrei dire martiri- di conquiste ottenute a caro prezzo. Ma la notte scorsa una notizia in parte rincuorante è giunta da un’edizione notturna del TG, anche se potrebbe in realtà trattarsi di una semplice manovra riappacificante volta a calmare gli animi e le finte coscienze italiane :

Il giorno dopo la bufera sulla Rai per la scelta di mandare in onda l’intervista di Salvo Riina a Porta a Porta, i vertici dell’Azienda sono stati chiamati dalla commissione Antimafia per spiegare i motivi della decisione.

Ora, cari signori, sembra quasi che vi sia in corso una muta competizione tra Rai e Mediaset, che si stiano sfidando a chi riuscirà a fare più audience con programmi spazzatura?

È sostenibile pagare 100 euro di canone annuo per assistere ultimamente ad una regressione culturale?  Stiamo davvero “boicottando” il concetto di buon senso per sostituirlo con la “verità mediatica”?

E ancora mi chiedo se Vespa nutra così tanta ammirazione nei confronti di Barbara D’urso da decidere di traformarsi da giornalista in un’opinionista di gran “cazzate”, o trash se preferite?!

Allora mi sono detta: “Aspetta, devo e voglio sapere su quali argomenti tale intervista si è articolata, non desidero fermarmi al severo ammonimento lanciato contro l’intervista” (ammonimento che ritengo più che giusto attenzione) ma la curiosità, non tanto di capire, quanto di sapere su quali basi oggi facciamo giornalismo è stata fortissima in me. E allora ho ascoltato tutta l’intervista tra Vespa ed il nostro inatteso “ospite”.

Sono rimasta esterrefatta nell’ascoltare l’esposizione dei fatti da parte dell’intervistato, egli espone degli avvenimenti dei quali la sua famiglia sembra essere semplicemente succube “Fino a quando… purtroppo è successo il fatto che hanno arrestato mio padre”, e racconta con estrema naturalezza la sua trascorsa infanzia “Siamo nati particolarmente differenti dagli altri, il nostro excursus vita è stato completamente diverso e ciò ci ha portato a vivere in maniera molto differente, anche in maniera devo dire molto piacevole”. Ora, il termine “diverso” che ricorre insistentemente in questo racconto sembra essere più di un aggettivo, sembra voler celare uno status che nella sua complessità non vuole qualificarsi né come giusto, né tanto meno sbagliato. Riesco perfino a scorgere nel nostro biografo che viene interpellato uno sguardo fiero, lo sguardo tipico con cui un figlio guarda al proprio padre, per poi ostentare quasi perbenismo misto ad una visione innocentista.

Una cosa mi colpisce in particolar modo, devo ammettere che i quesiti posti da Vespa al Riina JR sono alquanto diretti e sorreggono il “peso” incombente di avvenimenti cruenti riportati alla memoria: insomma mi riesce veramente difficile pensare che un semplice seppur noto giornalista possa permettersi il lusso di esprimere con assoluta trasparenza il pensiero di molti italiani e porre, sicuramente con delicatezza, delle domande così scomode ed in parte accusatorie!

Ne è stato un valido esempio la domanda “Per lei la mafia che cos’è?”

Palesemente scontata naturalmente l’innocente risposta: “Dottor Vespa non me lo sono mai chiesto

Bhe allora ti mostriamo noi un elenco di possibili risposte, un elenco molto particolare fatto di nomi che sicuramente nemmeno ricorderai: Calogero Cangelosi, Pio La Torre, Peppino Impastato, Cesare Terranova, Emanuele Basile, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Rocco Chinnici, Giuseppe Fava, Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Beppe Alfano, Serafino Famà… e vogliano perdonarmi da Lassù quanti altri non posso aggiungere perchè troppo numerosi.

Potevamo accettare a questo punto anche delle “lacrime di coccodrillo”, o quantomeno un segno che annunciasse un cambiamento di coscienza nella nuova generazione di Riina chiamata in causa da Bruno Vespa… Ma la verità è solo una, anzi sono solo 226 pagine di un libro privo di qualsivoglia pentimento.

Tania Dipietro

Scrivere è il miglior modo che io conosca per esprimermi...