Europa sotto attacco: Bruxelles a ferro e fuoco

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di Luigi Asero

Esplosioni a raffica. In aeroporto e in metropolitana a Bruxelles. Due esplosioni hanno bruscamente svegliato la città, capitale dell’Unione Europea. Intorno alle otto del mattino l’inferno si è scatenato all’aeroporto. Nonostante tutti i controlli l’imprevedibilità terroristica ha colpito ben due volte all’interno dell’aeroporto di Bruxelles colpendo l’area partenze poco prima dei check-in.

Decine di feriti, i morti finora accertati sarebbero undici. Le notizie sono però tutte frammentarie. Ancora da capire se si è trattato di kamikaze o di ordigni piazzati in maniera ben specifica. Di certo c’è che Bruxelles vive adesso ore di terrore. Una terza bomba è stata trovata inesplosa e questo fa pensare che i terroristi non abbiano fatto uso di kamikaze. Un’altra esplosione sarebbe avvenuta all’interno della metropolitana nella stazione di Maellbeeck (la stessa zona dove proprio pochi giorni fa è stato catturato il latitante ricercato per la strage di Parigi del 13 novembre).  Ancora un’altra bomba anche alla stazione Schuman della Metro. Entrambe le stazioni sono molto vicine alla sede dell’Unione Europea.

In aeroporto è stata attaccata e devastata l’area in prossimità dei check-in dell’American Airlines colpendo così i simboli dell’Unione Europea ma anche gli interessi USA in Europa.

Il livello di allerta è adesso massimo (4 su quattro) e tutta la metropolitana è stata chiusa. La gente invitata a non uscire e non affacciarsi a balconi e finestre. Le forze di sicurezza sono in campo alla ricerca di altri possibili attentatori.

Incontrollate girano voci sul ritrovamento di altri ordigni inesplosi, anche davanti l’hotel Sheraton. Ma è tutto da verificare in un momento di panico.

Un attentato a catena che ricalca i recenti attentati di Parigi e in generale lo schema del terrorismo jihadista. Questo ci fa temere (e scrivere a denti stretti) che non si può neanche escludere il verificarsi di attentati in altre capitali europee o presso interessi occidentali nel mondo durante la stessa giornata. Lo schema pare voler seminare il panico in maniera esponenziale.

In attesa dell’imbarco per rientrare in Italia, in un’altra area dello stesso aeroporto, c’era anche il leader della Lega Matteo Salvini già allontanato dalle autorità che hanno evacuato lo scalo. Adesso si trova nel suo ufficio di Bruxelles.