La tragedia Erasmus e la commozione italiana

di Luigi Asero

Non ci sono molte parole quando un dramma di queste proporzioni colpisce ciò che è più sacro al mondo: i figli. Ce ne sono ancora meno quando per uno strano intreccio del destino si incrociano le vite di tanti studenti e studentesse recatisi in un Paese straniero per perfezionare i propri studi e al ritorno da una semplice gita a Valencia per assistere alla Notte dei Fuochi della Fiesta de Las Fallas trovano tutte insieme una morte atroce.

Eppure proprio per rispetto a quelle giovani vittime, nel rispetto del dolore delle loro famiglie, non si può chiudersi nel silenzio e non farne un commento. Per quel che vale commentare un incidente di sicuro non voluto da nessuno.

Intanto il triste elenco delle sette ragazze italiane decedute: si tratta di Valentina Gallo (22 anni, di Firenze, facoltà di Economia);  Elena Maestrini, (22 anni, di Gavorrano in provincia di Grosseto, Economia e Management); Lucrezia Borghi (21 anni, di Greve in Chianti sempre in Toscana); Serena Saracino (23 anni, di Torino, facoltà di Farmacia);  Francesca Bonello (24 anni, Genova, studentessa di Medicina); Elisa Valent  (friulana di Gemona, studiava all’Università di Padova); Elisa Scarascia Mugnozza (di Roma, studiava Medicina). Decidiamo di non pubblicare le loro fotografie, sono semplicemente tutte le tredici vittime ragazzi e ragazze bellissimi/e e forse è giusto che il loro ricordo più intimo resti semplicemente ai familiari, a quanti hanno loro voluto bene e oggi vivono la disperazione del momento.

Le altre vittime, 13 in totale, sono due studentesse tedesche, una francese, una romena, un’austriaca e un’uzbeca. Tutte avevano tra i 22 e i 25 anni.

Molto complesse le procedure per l’identificazione. A bordo del pullman della morte c’erano 56 studenti di 14 nazionalità diverse. Molti di loro dormivano quando intorno alle 4 della notte fra sabato e domenica è avvenuto l’incidente sull’autostrada Ap7 che collega la Catalogna alla Francia. Molti di loro non avevano i documenti addosso e rispetto al viaggio di andata alcuni avevano cambiato pullman per riunirsi con gli amici.

I loro corpi si trovano ora all’obitorio di Tortosa, incessante e prepotentemente triste è da mezza Europa l’arrivo di familiari per il riconoscimento e l’avvio delle pratiche di rimpatrio delle salme.

Altre due ragazze italiane sono fra i feriti in gravi condizioni dei 34 ragazzi e ragazze adesso ricoverati.

Sulle cause del terribile incidente si indaga, l’autista del pullman considerato esperto con oltre trent’anni di guida e mai nessun incidente, non avevo assunto alcolici né sostanze psicotrope, probabilmente si sarebbe trattato di un colpo di sonno. Ancora da decifrare però la tempistica dei soccorsi, uno degli studenti ha parlato addirittura di “due ore in attesa dei soccorsi”. Ma lo shock potrebbe anche dilatare il ricordo.

Di certo c’è solo il senso di vuoto e di smarrimento. Il dolore per tredici famiglie.