A Pasqua cultura chiusa per dissesto in Sicilia

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di Luigi Asero

A lanciare l’allarme è la UIL che dalle pagine online del Giornale di Sicilia (a questo link) segnala la decisione formalizzata dalla Regione Siciliana con una circolare del dipartimento Beni Culturali inviata a tutti i dirigenti: nella circolare li si invita a non utilizzare nei giorni festi il personale della Sas (azienda partecipata dalla Regione con il maggior numero di precari utilizzati con funzione di guardiani proprio a presidio dei musei e del patrimonio archeologico). Da qui l’ovvia conclusione, tutti i giorni festivi (e in primis la Pasqua in arrivo) le opere saranno chiuse e non fruibili al pubblico e ai turisti.

Questo perché il personale Sas è indispensabile per garantire apertura, chiusura e controllo dei luoghi. Così la UIL, per voce di Gianni Borrelli: “Ci risiamo. In Sicilia, da domenica prossima, tutti i musei e i parchi archeologici resteranno chiusi. Quindi niente visite per la domenica delle Palme, Pasqua e Pasquetta. Tutta colpa dei tagli applicati nella manovra economica che ha penalizzato la Sas, società partecipata che conta 420 lavoratori, addetti alla custodia e alla fruizione dei beni culturali dell’Isola“.

Fatti i conti servirebbero 800 mila euro per garantire il pagamento degli straordinari al personale della Sas. Di diverso parere l’assessore Vermiglio che di una cosa si dice certo: “a Pasqua i nostri siti della cultura resteranno aperti“. E anzi, parla al passato come se Pasqua fosse già trascorsa: “Nell’imminenza della trattazione del bilancio avevamo già evidenziato all’Economia l’insufficienza delle risorse per potere pagare la turnazione del personale di custodia della società Sas e la conseguente necessità di provvedere ad operare le opportune modifiche. Reitererò tale richiesta alla prima riunione utile della Giunta di Governo. Occorrerà un impegno concreto per evitare che il problema si riproponga e nel frattempo richiederò a tutti i protagonisti della vicenda un atto di responsabilità. Chiudere a Pasqua i nostri musei sarebbe stato un fallimento per tutti“.

Poi continua: “Chiarisco: se oggi ogni sito si organizza con il personale a disposizione, una volta approvata la riforma, cinque-sei siti verranno accorpati in un unico polo museale e il dirigente potrà ottimizzare al meglio il personale. Faremo in modo che non ci siano siti con esuberi e siti con carenze”.

Il problema dei musei e dei siti archeologici siciliani quindi viene trattato così: in futuro riorganizziamo tutto e basterà il personale a disposizione, in passato “sarebbe stato un fallimento per tutti chiudere a Pasqua” (ma Pasqua deve ancora arrivare al momento in cui si registrano le dichiarazioni), al presente siciliani e turisti (soprattutto i turisti) pensino alla scampagnata, ché da buoni diffidenti siciliani (alla Sciascia per intenderci) quest’altro fallimento lo possiamo già annunciare.