Isis recluta terroristi contro l’Italia?

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di Luigi Asero

Nella marea di informazioni e controinformazioni attualmente circolanti è difficile discernere notizie vere da notizie verosimili (o addirittura false). Ciò non toglie che il pericolo jihadista appare sempre più concreto anche per il nostro Paese e notizie non certo confortanti arriverebbero dalla capitale albanese, Tirana. L’intelligence albanese avrebbe infatti inviato delle informative ai nostri “servizi” riguardanti il possibile reclutamento a Tirana di uomini al soldo del sedicente Stato Islamico. Il compenso sarebbe di duemila euro e si cercherebbero uomini disposti a organizzare azioni terroristiche nel nostro Paese (Roma?), un requisito sembra sia richiesto in assoluto: la perfetta padronanza della lingua italiana. Forse per potersi inserire più facilmente nel tessuto sociale infiltrato.

Dietro l’operazione potrebbe esserci, oltre al califfo Al Baghdadi un banchiere saudita già in passato vicino a Osama Bin Laden, tal Yasin Al Qadi. Quest’ultimo fino al 1998 avrebbe vissuto proprio a Tirana finanziando operazioni jihadiste nell’area balcanica. Inoltre secondo l’Fbi avrebbe avuto un ruolo centrale nella realizzazione degli attentati contro le ambasciate Usa in Tanzania e Kenya del 1998, così come avrebbe avuto un ruolo nell’appoggio a Mohamed Morsi nella campagna elettorale egiziana del 2012. Sarebbe, secondo l’intelligence albanese, il finanziatore di questo piano contro l’Italia e avrebbe a tal fine messo a disposizione 600 mila dollari.

Le informazioni verrebbero inoltre indirettamente confermate da un rapporto della Kosovo Force della Nato secondo cui ci sarebbero un migliaio di aspiranti jihadisti nell’area balcanica pronti a colpire l’Italia. Nell’ambito di un’indagine antiterrorismo della Guardia di Finanza inoltre -e come se non bastasse- ci sarebbe un imprenditore italiano, con importanti interessi in Albania e che sarebbe sospettato dalle Fiamme Gialle di gestire un traffico internazionale di rifiuti tossici usati per la costruzione di armi da guerra destinate ai jihadisti nelle terre siriane.