Lo stupro di massa a Colonia e la politica dello struzzo

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di Luigi Asero

Le cronache estere, e non si capisce già questo perché visto che il problema è sovranazionale, sono infarcite della notizia dello stupro di massa a Colonia, cioè del fatto gravissimo  che un migliaio di persone (di origine non europea) abbiano “festeggiato” a modo loro il Capodanno, molestando e in parecchi casi stuprando (almeno una trentina le denunce non per “sole molestie”), le donne che si trovavano in strada a festeggiare. Quasi indisturbati. Cosa sia accaduto al quasi perfetto apparato della sicurezza germanico non è dato sapere. Il governo accusa la polizia di non essere intervenuta energicamente e la stessa si difende puntando il dito contro i “tagli alla sicurezza” (toh, anche in Germania?). Come siano andate realmente le cose non è dato sapere e mai, forse, lo sapremo.

Certo il numero di atti compiuto fa pensare non a una sorta di “impazzimento” di massa quanto piuttosto a un’azione sinergica, programmata. Qualcuno ipotizza la “manina” dell’Isis, ma appare molto debole come teoria. L’Isis ormai rivendica anche lo scoppio delle bombole di gas a casa di innocenti anziani, in questo caso non c’è invece uno straccio di parolina da parte dei soggetti del Califfato Nero.

Certo è che questa sorta di “stupro di massa” ci sia stato, e che a compierlo non sono state poche persone ma quasi un migliaio, o forse più. Difficile far la conta dai soli filmati delle telecamere installate a Colonia. Difficile comprendere se tutte le molestie siano state denunciate, difficile comprendere se sono state attaccate soltanto donne tedesche o anche donne di altra nazionalità, cosa che nulla varierebbe alla gravità dei fatti, ma potrebbe alterare sensibilmente il numero di denuncie presentate agli uffici della Polizei. Le testimonianze concordano col dire che gli aggressori erano tutti “arabi” e “nord africani”  ed i primi filmati visionati dagli inquirenti confermano questa versione dei fatti. Inoltre, con modalità simili, due ragazze sono state violentate a Stoccarda e sei ad Amburgo. Allora cosa è accaduto?

stupro_002L’azione è stata quasi certamente programmata, e un migliaio di persone non si raccolgono “per caso”… Il timore è che sia stata soltanto una “prova generale” delle minacce di “sottomissione delle donne” più volte tuonate dagli estremisti del Daesh-Isis. La domanda non è certo casuale: che si fa? Ricordiamo che lo “stupro di massa” è una delle atrocità delle guerre. E questo conferma, ancora una volta, che ci siamo dentro. Seppur come gli struzzi fingiamo di non saperne nulla.

Sì, perché l’attacco è avvenuto nella nazione che ha implementato e recentemente allargato la politica di accoglienza e integrazione dei migranti, seppur soprattutto di quelli di origine siriana. Ma non soltanto di siriani. Una cosa è certa: sono stati attaccati i valori democratici e in primis proprio quei valori che si basano sull’importanza dell’accoglienza e dell’integrazione. La violenza contro almeno 90 donne solo a Colonia, quindi in un’area relativamente piccola, è stata una “prova di forza” di quanti sostengono il radicalismo e l’estremismo. E la prova pare sia riuscita, stante la diffidenza a far emergere l’argomento se è vero che ne parliamo 6 giorni dopo e non sei minuti dopo come nel caso degli attentati parigini.

La paura che si strumentalizzasse il fatto in chiave anti-immigrazione ha paralizzato le autorità tedesche che da tempo cercano di essere la guida dell’Europa unita. Ma una guida che resta paralizzata di fronte a un fatto del genere non ha alcuna possibilità di aver voce in capitolo.

Fin qui stiamo parlando di una banalissima analisi di un fatto di cronaca. Però purtroppo le novità arrivano in maniera costante e -proprio l’arrivo della “prima reazione” del sindaco di Colonia (peraltro, ironia della sorte, essa stessa donna) lascia ancor più sconcertati dell’attacco in sé. In poche parole Henriette Reker, pur definendo “inaudito” quanto accaduto, piuttosto che pensare e invocare presso le competenti autorità, provvedimenti drastici ha preferito ammonire le donne consigliando di non uscire da sole e di vestirsi in maniera consona, di farsi sempre accompagnare da qualcuno. Nelle sue parole “stare sempre in piccoli gruppi, di non staccarsi, nemmeno quando si ha voglia di fare festa” intravediamo quasi l’applicazione di quella “legge della Sharia” che gli estremisti vorrebbero imporre al mondo arabo per intero e -adesso- anche a quello occidentale. Che tanto detesterebbero ma al quale tanto ambiscono se è vero che poi qui vengono a studiare e a cercar lavoro.

polizei-coloniaIn preparazione dalla giunta municipale di Colonia un nuovo pacchetto sicurezza che prevede anche l’introduzione di un codice di comportamento al quale le donne si devono attenere. Il “codice di comportamento” verrà presto reso disponibile su internet e le esorterà a mantenersi a “distanza di sicurezza da persone dall’aspetto straniero, di non girare per le strade da sole ma sempre in gruppo, di chiedere aiuto ai passanti in caso di difficoltà, di informare immediatamente la polizia in caso notino persone sospette e di non assumere in pubblico atteggiamenti che possano essere fraintesi da persone di culture altre (andere Kulturkreise)”.

Sinceramente non era questa la reazione tedesca che ci aspettavamo e legittimamente viene da porsi una serie di domande. In che mani siamo gli europei? A che gioco stanno giocando le forze di “intelligence” occidentali? Perché la Polizei tedesca non è intervenuta in forze come si conveniva in un caso del genere? Perché ci si ostina a sostenere l’immigrazione senza porre argini a quanti hanno intenzione di delinquere sui nostri territori? Perché questa forma di razzismo al contrario per cui in base al colore della pelle tutti devono essere buoni o cattivi? Non si può negare che ci siano pessimi personaggi anche fra gli immigrati. E questo non significa chiudere le porte ma essere severissimi con quanti, una volta immigrati, sbagliano.

Questo articolo, che parte da questo semplice “fatto di cronaca” non smetterà di parlare della violenza di genere. Da questo articolo in poi la tematica sarà costantemente trattata a monitorata da Sapere Italia con l’apposita rubrica “violenza di genere” appunto. Perché ogni forma di violenza contro le donne (o semplicemente basata su discriminazioni sessuali) non si può tollerare. Alla legge della Sharia (e di tutti i violenti e pervertiti) Sapere Italia preferisce la legge della Civiltà. Da insegnare a tutti. Germania compresa, se occorre.