Gennaio 2016, sorpresa: la pensione non c’è

inps

di Luigi Asero

Con una nota Inps del 12 novembre 2015 sono cambiati per i pensionati i termini di riscossione finora applicati. Infatti la nota specifica che qualora il primo giorno del mese coincida con un giorno festivo la pensione sarà erogata il primo giorno bancabile utile del mese. Fin qui nulla di strano (o quasi visto che avendo obbligato tutti i pensionati all’utilizzo di un conto corrente questo termine sarebbe stato superabile). L’eccezione avviene però per il mese di gennaio quando il termine utile bancabile è stabilito dallo stesso Istituto nel “secondo giorno utile”.

Il pagamento delle pensioni avviene in rate mensili. Nel mese di dicembre oltre alla quota mensile della pensione viene pagata la tredicesima.
La somma è disponibile dal primo giorno del mese. Se il primo del mese cade in un giorno festivo o non bancabile,  il pagamento avviene il primo giorno utile immediatamente successivo.
E’ prevista un’eccezione per il mese di gennaio 2016 in cui il pagamento avviene il secondo giorno bancabile.
A decorrere dall’anno 2017 i pagamenti sono effettuati il secondo giorno bancabile di ciascun mese.  

Tutto sommato si sopravvive, però appare immediata una constatazione: se la scadenza fosse stata invece che in capo all’ente previdenziale sul cittadino? Sarebbe stato concepibile per lo Stato questo ritardo? Per chiarire meglio il concetto: sarebbero immediatamente scattate more e sanzioni con annesse emissioni di cartelle esattoriali? Solitamente è così.

Allora ci si chiede con quale diritto l’INPS decide unilateralmente lo slittamento dei pagamenti per i soli pagamenti tramite banca (il discorso non vale infatti per quanti riscuotono la pensione tramite ufficio postale). Un sospetto ci viene. Perdonate la “vena cattivella” che ci pervade all’inizio di questo nuovo anno: i pagamenti sono stati certamente disposti allo stesso momento, ovviamente per via telematica, e con disposizione passata “in sordina” si è concesso alle banche un piccolo “aiutino”, lucrare un intero giorno di valuta. Che per svariate centinaia di milioni di euro non sono poi bruscolini.

E ancora un’ultima considerazione: l’Inps avrebbe potuto inviare almeno una email a tutti quei pensionati che hanno comunicato all’ente il loro indirizzo telematico. Almeno per evitar loro di fare inutili file agli sportelli bancari. Ma questa sarebbe civiltà e se così fosse, forse, non saremmo in Italia.


In foto la nota INPS del 12 novembre 2015

INPS-PAGAMENTO-PENSIONI-2016