Trenitalia da schifo nella Sicilia di merda

Treno-Caltanissetta-Xirbi

di Luigi Asero

Parlano gli intellettuali da tastiera, quelli che “non si deve dire” e iniziano a sproloquiare quando un personaggio pubblico fotografa in pochi istanti la situazione di una Sicilia che è lampante anche agli occhi degli stolti. Con il nuovo orario regionale Trenitalia, tanto per fare un esempio, i ritardi sono ormai una cosa certificata. Si aumentano le percorrenze, si decide che i regionali veloci tra Catania e Palermo possano (in alcune corse) percorrere anche fino a Siracusa o Ragusa (con parte del tragitto in autobus) e poi si raccolgono 59 minuti di ritardo soltanto tra le stazioni di Palermo centrale e Caltanissetta Xirbi (tempo medio di percorrenza un’ora e venti contro le due ore e dieci di quello in transito oggi da Xirbi alle teoriche 9.01 e invece transitato alle 10.00).
L’insostenibilità del nuovo orario in vigore dal 13 dicembre era già stata segnalata più volte dal Comitato Pendolari Siciliani e oggi si evidenzia più che mai con un ritardo medio del treno proveniente da Siracusa e diretto a Palermo di oltre venticinque minuti, con il citato ritardo del treno proveniente da Palermo e diretto a Catania di praticamente un’ora.
Le colpe non sono certo del personale viaggiante, ma evidentemente la dirigenza regionale ha –insieme al gruppo Trenitalia e a Rete Ferroviaria Italiana- grandi colpe. Non vogliamo nemmeno prendere in considerazione il dirigente RFI arrestato per una maxi-tangente chiesta per l’acquisto di un sensore capace di calcolare i tempi medi di percorrenza (come se un normalissimo orologio non dicesse già quella che è l’amara verità). Qui le colpe sono evidentemente molteplici, chilometri e chilometri di linea ferrata in completo sfacelo, obsolescenza del materiale rotabile (ad eccezione dei pochi treni Minuetto in circolazione, comprati –senza tangenti sembrerebbe- dall’allora governatore Totò Cuffaro). Qui le colpe sono di una evidente gestione dissennata delle risorse, di un assurdo menefreghismo della classe politica intera nei confronti di una regione che ha dato e continua a dare tanto a questo Paese italico che di “merda” c’è quanto e più della Sicilia stessa che non è capace di ribellarsi.
I ritardi e i disservizi ferroviari sono migliaia da nord a sud. In Sicilia pesano maggiormente forse per la disastrata situazione viaria che impedisce collegamenti agevoli fra le varie città capoluogo (e non parliamo dei paesi). In tutto questo la Sicilia meriterebbe se non un risarcimento di quanto tolto già dai tempi del criminale Garibaldi (che a scuola ci hanno presentato come eroe), almeno di non vedersi tolto altro. Invece il furbo governatore (a sua insaputa) Rosario Crocetta rifiuta il contenzioso con il governo italiano dell’altro Magnifico Renzi e la Sicilia va giù di altri quattro miliardi e mezzo di euro. Ma cosa si aspetta ancora? Cosa serve per rimettere a posto le cose a furor di popolo?
Tornando ai disservizi contro i viaggiatori pendolari, per una situazione del genere la dirigenza Trenitalia in un’azienda privata sarebbe già stata licenziata in tronco. Così come in Germania dove infatti situazioni così macroscopiche non si verificano. Non osiamo pensare in Corea del Nord cosa sarebbe loro accaduto. Poi da Trenitalia si potrebbe pensare anche alla sanità e a tutti i servizi spettanti ai cittadini…
Ma siamo in Italia e tant’è.