Altri bambini (morti) di cui non interessa a nessuno

naufragio-grecia

di Luigi Asero

Ancora naufragi al largo fra la costa greca e la costa turca. Soltanto oggi undici le vittime, fra cui cinque bambini. Il naufragio di oggi nel mar Egeo al largo dell’isolotto greco di Farmakonisi. I numeri li fornisce la Fondazione Migrantes che specifica l’apocalisse del mediterraneo: solo nel 2015 (che ancora deve terminare) sarebbero circa 3.200 le persone annegate, fra questi 700 erano bambini.

Per quanto riguarda le vittime del naufragio di oggi oltre ai cinque piccoli c’erano due donne e quattro uomini. Con loro saono stati soccorsi e salvati altri quattro bambini, mentre tredici persone sarebbero disperse. sul posto sono intervenute le unità di Frontex e della Guardia Costiera greca.

L’Unione europea intanto punta il dito contro le lacune della burocrazia segnalando “anomalie nel funzionamento degli hot spot”, come se il problema delle migrazioni si potesse risolvere soltanto con un burocratico hot spot di smistamento e non facendosi invece carico di risolvere a monte i problemi che originano i vari flussi migratori. In merito si registra una dichiarazione del ministro Angelino Alfano: “Meritiamo solo un grazie dall’Europa, se venisse aperta la proceduta di infrazione la giudicheremmo del tutto immotivata (…) siamo già in campo con 1 dei 6 hot spot e speriamo che l’Europa si dia una mossa per quando riguarda le procedure di ricollocamento con la redistribuzione e con i rimpatri degli irregolari (…) La gestione delle frontiere va governata in una dimensione sovranazionale, non deve essere responsabilità di un singolo Stato, perché questo sarebbe molto debole. Dobbiamo essere un continente aperto e severo”.

Bimbi denutriti in Somalia

Bimbi denutriti in Somalia

Tra dichiarazioni e solito balletto di responsabilità la Fondazione Migrantes ci ricorda però che nel mondo sono 232 milioni i bambini costretti a vivere in zone e regioni coinvolte nei conflitti armati. Circa 250 mila bambini e bambine hanno dovuto imbracciare un’arma. La loro unica speranza è arrivare in Europa, «stiamo togliendo loro anche questa».

Ai numeri della Fondazione Migrantes aggiungiamo tutti quei milioni di bambini che a provar a migrare nemmeno ci arrivano, quelli che muoiono di fame e sete e malattie nei primissimi anni di vita, quelli delle zone del Biafra, per citare un esempio ormai dimenticato ma pur sempre (scusate l’ardire) “vivente” o di certe zone della Somalia. Quelli che… nessuno immagina nemmeno il volto.