Frane e voragini, la Sicilia crolla e il governo regionale latita

frana-ennadi Luigi Asero

La situazione è ormai indecifrabile. Frane e voragini divorano letteralmente la Sicilia, a Messina la popolazione è ormai esasperata. Due settimane senza acqua, il governo nazionale dichiara lo stato di emergenza e mette in campo addirittura l’Esercito con la duplice funzione di distribuire acqua con dieci autocisterne e recarsi sui luoghi della frana di Calatabiano per arginare il movimento franoso. Dopo sette giorni di mancata erogazione i tecnici dell’Amam avevano provveduto all’installazione di un bypass, ma è durato ben poco e ora anche il bypass (due giorni dopo) è stato travolto dalla frana. Messina adesso è rifornita soltanto dall’acquedotto della Santissima: 200 litri al secondo rispetto ai quasi mille che sarebbero necessari.

A Messina viene inviato anche il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio che, al termine di un vertice in Prefettura al quale partecipano il sindaco Renato Accorinti e il presidente della Regione Rosario Crocetta, annuncia la nomina di un commissario per l’emergenza: sarà il direttore regionale della Protezione Civile, Calogero Foti. Crocetta ha accusato i vertici dell’acquedotto di lavorare con “sistemi da Medio Evo” e questo ha fatto infuriare gli stessi che hanno prontamente ribattuto con il direttore Luigi La Rosa “Crocetta dovrebbe dimettersi non noi: la Regione e la Protezione Civile dovevano intervenire sulla frana cha ha rotto la condotta, noi che c’entriamo?“. Per una soluzione che dia respiro a Messina (la realizzazione di un bypass che dovrebbe aggirare l’intera area coinvolta dal movimento franoso della lunghezza di oltre un chilometro), ci vorranno almeno quindici giorni.

Ma il dissesto idrogeologico in Sicilia non è solo l’acqua a Messina. Alcuni esempi tutti di questi giorni.

Sporchissima l’acqua (giallastra) che ogni due o tre giorni viene distribuita a Gela, così come a Licata, Agrigento e Caltanissetta come riporta il quotidiano online MeridioNews. Ad Agrigento anzi è stata interrotta l’erogazione per la presenza di batteri, ma questa è un’altra “storia” riportata sempre da MeridioNews.

Proprio ieri, a Barcellona Pozzo di Gotto, una voragine apertasi improvvisamente ha quasi inghiottito un camion betoniera, notizia che attingiamo da Live Sicilia. Mentre un’altra voragine (già riparata appena due mesi fa) si è aperta nel quartiere San Giorgio di Catania; sempre in provincia di Catania, a Valverde, lo scorso 22 ottobre durante un violento nubifragio un’auto è stata inghiottita dall’ennesima voragine, come ci riferisce l’Huffinghton Post.

Non abbiamo finito. Aggiungiamo solo la frana che ha investito il depuratore di Misterbianco (Ct). Questa frana era già stata denunciata nel 2012 e malgrado le assicurazioni avute tre anni fa, ora si scopre che nulla era stato fatto.

Esempi ce ne sono a decine, tutti contemporanei. Frane e smottamenti hanno interrotto l’autostrada Palermo-Catania (viadotto Himera), l’autostrada Catania-Messina (Letojanni e Fiumefreddo), le Statali Palermo-Agrigento, Catania-Siracusa, svariate provinciali e comunali. Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana stanno cercando di arginare i problemi alle varie tratte ferroviarie. Del dissesto abbiamo parlato spesso, e per farne cronaca completa bisognerebbe dedicare al tema un quotidiano completo. Non è questa l’intenzione di questo articolo e preferiamo chiederci cosa pensa di fare il governo regionale, in primis il governatore Rosario Crocetta, mentre il territorio cede letteralmente sotto i piedi.

Ascoltare frasi che suonano sempre come un “è colpa d’altri, mai nostra”, ascoltare che si fa equilibrismo politico per il mantenimento della “poltrona” quando l’Isola urla pietà sinceramente ci fa riflettere. Che la Sicilia fosse al default economico lo avevamo anticipato quando pochissimi ne parlavano, fummo anzi fra i primi. Oggi il default è superato, siamo quel che si potrebbe definire “un morto che cammina”. Frane e voragini sembrano solo voler confermare lo stato di putrefazione, di cancrena irreversibile. Metaforicamente (e non solo) parlando…