Puzzle Sicilia, tutto spezzato

Immagine tratta da "live Sicilia"

Immagine tratta da “live Sicilia”

di Luigi Asero

Diciamo che parlare di “Sicilia spezzata in due” è ormai puro ottimismo. Lo si poteva dire quando lo scorso mese di aprile la principale autostrada isolana è stata interrotta a tempo indeterminato da una frana che ha provocato il collassamento di un pilone autostradale del viadotto Imera.
Poi però, a far bene i conti, le vie interrotte sono tante e tali che dire “spezzata in due” è ottimismo allo stato puro.
Oggi a “spezzarsi” (sebbene la situazione sia certamente temporanea, così sembrerebbe almeno) è l’altra grande autostrada, la A18 interrotta da una frana di considerevoli dimensioni all’altezza di Letoianni, con traffico conseguentemente dirottato sulla Strada Statale 114 Orientale Sicula, non certo in gradi di reggere l’enorme flusso veicolare.

Certo… il maltempo, le frane improvvise. Alibi comodi sia per il CAS (Consorzio AutoStradale) che per gli uffici tecnici locali e regionali. Ma che quella zona sia ad alto rischio frana è notorio da parecchio tempo. Come sempre a fronte di ciò che è noto non è ritenuto opportuno porre rimedio.

Così la Sicilia spezzata in tante arterie da Catania a Palermo, da Agrigento a Caltanissetta, da Enna a Trapani non è più un’isola spezzata ma il “puzzle di un’isola che per la politica non c’è”.

Come pensare altrimenti?

Per la cronaca: da questa mattina alle 4 è chiuso il tratto autostradale tra Giardini Naxos e Roccalumera in entrambi i sensi di marcia. Sono state istituite due uscite obbligatorie: una a Roccalumera (per gli utenti provenienti da Me per Ct) e la seconda allo Svincolo di Giardini Naxos (per quelli provenienti da Ct per Me). La viabilità è completamente paralizzata: ore di file e incolonnamenti in autostrada e sulla SS 114. L’autostrada A18, poi, dopo il cedimento del viadotto Himera è rimasto l’unico collegamento “veloce” per gli autotrasportatori che devono raggiungere Palermo. Altri mezzi pesanti che si sono aggiunti a quelli che già ogni giorno percorrono la Catania – Messina anche per raggiungere i traghetti per Villa San Giovanni.

Intanto il Consorzio Autostrade Siciliane fa sapere, dopo un primo intervento già effettuato lo scorso 2 ottobre, che non ha -fino a questo momento- certezze sui tempi del pieno ripristino delle carreggiate.