Beni confiscati alla mafia; gestione scandalosa a Palermo

tribunale-di-palermo

di Luigi Asero

Sarebbero quattro i magistrati sotto inchiesta a Palermo nell’ambito delle indagini sulla gestione dei beni confiscati alla mafia a Palermo. Insieme alla dimissionaria presidente della sezione Misure di Prevenzione, la dottoressa Silvana Saguto sarebbero infatti indagati anche Tommaso Virga (attuale presidente ed ex membro del Csm), Lorenzo Chiaromonte e il pm Dario Scaletta.

Per il dr. Scaletta l’accusa sarebbe quella di rivelazione di segreto d’ufficio avendo informato Chiaromonte e un altro collega dell’inchiesta aperta a loro carico, mentre il dr. Virga avrebbe tentato di favorire la d.ssa Saguto nell’ambito di un procedimento disciplinare a suo carico. In cambio la dottoressa Saguto avrebbe fatto in modo che il figlio di Virga, Walter, fosse nominato amministratore giudiziario dei beni sequestrati a Palermo agli eredi di Vincenzo Rappa. Chiaromonte invece non si sarebbe astenuto dalla decisione di affidare la gestione di beni per 10 milioni sequestrati al boss Luigi Salerno, nonostante l’amministratore designato fosse una persona a lui vicina.

Venerdì 11, in serata, la dottoressa Saguto ha rassegnato le dimissioni dall’incarico ed è stata sostituita dal dr. Mario Fontana. L’indagine che la coinvolge è stata allargata anche al padre della Saguto, così come a uno dei figli, al marito e a un avvocato. Se il quadro accusatorio trovasse conferme e riscontri non è difficile prevedere che nuovi tempi bui sono all’orizzonte per il “palazzaccio” di Palermo.