La legalità, per me, non è facciata

Lucia-Borsellinodi Luigi Asero

Le dimissioni di Lucia Borsellino, quelle ufficiali con lettera al governatore Crocetta, sono arrivate il 2 luglio, di buon mattino. Malgrado i tentativi di convincerla a tornare sui suoi passi l’ormai ex assessore Borsellino è stata irremovibile.
Da tempo il suo malessere era palpabile, appariva quantomeno strano che si prestasse a un mondo che non è –e non sarà- mai suo. Non per una questione di cognome (per quel motivo la politica semmai l’ha voluta a quel posto tanto scottante), quanto per una questioni di principii etici e morali di cui la sua personalità è permeata, a prescindere da tutto e da tutti. A prescindere anche dal grande Paolo.

Non vogliamo però riempire di retorica questa pagina preferendo, come sempre, attenerci ai fatti soffermandoci su alcuni passaggi di questa lettera, certamente sofferta. Passaggi che aprono spiragli e chiavi di lettura non soltanto sulla personale esperienza da Assessore alla Salute di Lucia Borsellino, quanto in generale sul mondo di quella che ormai siamo costretti a definire “antimafia di facciata”.

Ecco alcuni passaggi: “Prevalenti ragioni di ordine etico e morale e quindi personale, sempre più inconciliabili con la prosecuzione del mio mandato, mi spingono a questa decisione anche in considerazione del mio percorso professionale di oltre vent’anni in seno all’amministrazione regionale della Salute”.

Quasi alla fine della lettera la frase che colpisce direttamente il governatore: “Considerata poi la concomitante circostanza occorsa, di cui ai recenti fatti di cronaca riguardanti il caso del primario di chirurgia plastica e maxillo facciale dell’azienda ospedaliera Villa Sofia-Cervello, non posso non manifestare il rammarico conseguente alla lesione che fatti come questo determinano inevitabilmente all’immagine dell’istituzione sanitaria e dell’intera Regione. Fatti come questi determinano un grave danno sulla capacità attrattiva del servizio sanitario regionale”, riferendosi all’arresto del medico palermitano Matteo Tutino, il 29 giugno scorso, per truffa, peculato e abuso d’ufficio.

In ogni caso giustifica la revoca delle dimissioni annunciate in febbraio (a seguito del “caso Nicole”) con “il dovere di attendere la scadenza del 30 giugno entro la quale il ministero della Salute ha rivolto alla Regione l’assolvimento di alcune prescrizioni relative a taluni adempimenti in tema di assistenza materna e neonatale che hanno visto l’assessorato da me guidato e l’intero servizio sanitario regionale pronti a rendere conto dei relativi interventi ed attività svolte pur essendo già da tempo autonomamente programmati”. Mostrando la evidente affezione all’Istituzione.
Appare importante, ma forse è solo un parere personale, completare quanto dichiarato da Lucia Borsellino con alcune frasi rilasciate ieri al quotidiano “La Repubblica”.

Questa è stata la mia prima esperienza politica, sarà anche l’ultima. In questi anni ho sentito spesso il peso del nome che porto. Sono stata attaccata e tirata per la giacca in ragione del fatto che mi chiamo Borsellino. Ma la mia famiglia è composta da persone umili, che non hanno mai inteso sfruttare questo nome. Anzi, le dirò: oggi torno a essere la figlia di Paolo. E, in nome dei suoi semplici insegnamenti, chiedo a tutti di non invitarmi, il 19 luglio, alla commemorazione di via D’Amelio.
Non capisco l’antimafia come categoria, come sovrastruttura sociale. Sembra quasi un modo per cristallizzare la funzione di alcune persone, magari per costruire carriere. La legalità, per me, non è facciata, è una precondizione di qualsiasi attività.

Null’altro da dire o commentare se non un sentito, sincero, Grazie Lucia Borsellino. Finalmente parole forti e chiare, finalmente un messaggio di speranza in questa Sicilia martoriata e sfruttata. Ancora una volta un messaggio “firmato” Borsellino.

Solo, gentile Lucia, ci consenta di affermare che non è solo “la figlia di Paolo”, ma una nuova forte e leale Borsellino.

*DOCUMENTI ALLEGATI: La lettera di dimissioni firmata il 2 luglio da Lucia Borsellino