Continua l’avanzata dell’Isis e il declino dell’ONU

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di Luigi Asero

I miliziani dell’Isis continuano la loro avanzata per la completa formazione dell’auto proclamato (e da nessuno fortunatamente riconosciuto) Stato Islamico. Così, impotenti, si assiste alla caduta in territorio siriano dell’antica città di Palmira, ricca di importantissimi reperti archeologici per i quali l’Unesco teme già l’inizio della loro distruzione. Lo Stato Islamico infatti sembra non ammettere la presenza di opere e manufatti diversi da quelli islamici (quindi antecedenti all’avvio dell’Islam o di altre culture).

Come al solito si lasciano dietro una scia di morte e decapitazioni, issano la bandiera nera sui luoghi conquistati e attivano una campagna mediatica forte atta alla mera diffusione propagandistica del terrore.

Arriva così la prima risposta del presidente francese Francois Hollande che da Riga afferma: “Il mondo deve rispondere alla minaccia dei terroristi a Palmira e difendere il patrimonio culturale dell’umanità“.

Intanto l’esercito regolare di Assad, che a Palmira è capitolato con l’uccisione di decine di soldati si ritira e bombarda la parte moderna della città nel tentativo di arginare l’avanzata dell’Isis che così si trova a circa 200 Km da Damasco.

La presa di Palmira, peraltro, segue di pochi giorni la caduta di Ramadi in Iraq dove lo Stato Islamico avrebbe conquistato la città irachena, anche qui al termine di feroci combattimenti.

E in serata arriva un’altra news da Al Arabiya: “L’Isis ha preso il controllo di un valico di frontiera tra la Siria e l’Iraq, quello di Al Walid, in territorio siriano, dopo che le forze del regime di Damasco si sono ritirate”.

Preoccupazione (anche “seria”) viene espressa dalla Mogherini e dal presidente Usa Barack Obama. Più deciso e determinato, nelle parole, il presidente francese Hollande che alle parole già anticipate avrebbe aggiunto: “Tutti i giorni ci sono massacri in Siria, tutti i giorni l’Is combatte e fa pressione sulla popolazione civile. Dobbiamo agire per difendere il patrimonio culturale dell’umanità e per trovare una soluzione politica. Il mondo deve rispondere alla minaccia del Daesh (lo Stato Islamico, ndr) a Palmira“.

Lo Stato Islamico avanza, l’Onu arranca, i presidenti occidentali tentennano. Resta una sola domanda: a chi fa comodo l’avanzata dell’Isis? A cosa si mira veramente nelle strategie geopolitiche mondiali?