La Sicilia lascia Expo dopo una settimana

2842015211456cdi Luigi Asero

La Sicilia lascia Expo, o almeno “sospende tutte le attività in corso e programmate per i prossimi giorni” nel Bio Cluster Mediterraneo. Così l’assessore regionale alle Risorse Agricole Nino Caleca al termine di una giornata densa di fortissime tensioni.

La Sicilia perde ancora una volta l’opportunità di porsi al centro del Mediterraneo, non soltanto per gli sbarchi dal nordafrica ma una volta tanto, per esserne guida. La decisione formale è stata assunta dal dirigente Dario Cartabellotta che fino a ieri aveva il compito di curare lo stand siciliano ma che alla fine ha dovuto ammettere che “al progetto Cluster hanno aderito numerose aziende e territori che stanno subendo un danno economico e di immagine per tutto il tessuto produttivo siciliano“. In effetti l’Expo è partito (come ampiamente previsto dai “gufi”) in maniera assolutamente parziale e incompleta. Un elenco di difetti che ora la regione vuol mettere nero su bianco: manca infatti la copertura della zona palco, la segnaletica è quasi inesistente, lo stand trovato sotto una coltre di polvere è praticamente lasciato sporco, tanto che il primo giorno fu l’ex assessore a prendere scopa e paletta (letteralmente) cercando di dare un volto a quello che appariva già il “disastro Expo” mentre fuori “quattro teppistelli” distruggevano Milano. Peggio, manca addirittura il collegamento internet, fondamentale ormai per comunicare con il mondo.

bio-expo-sicilia-mediterraneoLa lettera di Cartabellotta è stata già inviata al commissario generale di Expo, Giuseppe Sala, e al direttore Divisione partecipanti Stefano Gatti. Si aggiunge però un piccolo mistero. L’assessore Caleca infatti, nel comunicare alla stampa l’annuncio avrebbe anche detto che la decisione del funzionario Dario Cartabellotta non sarebbe stata concordata con i vertici regionali (?). “La decisione di Cartabellotta non è stato concordata nè con il presidente della Regione, nè con me e neppure con il coordinatore del comitato di controllo. E comunque non intendo sprecare i soldi pubblici“.
E rilancia accusando più volte lo stesso funzionario: “La gestione del Cluster Bio-Mediterraneo si è immediatamente rilevata carente sotto tutti i profili. La Commissione appena nominata, d’intesa con il presidente Crocetta, è innanzitutto una commissione ispettiva mai richiesta dal responsabile del Cluster Dario Cartabellotta. Il commissario Dario Cartabellotta non doveva assolutamente accettare la consegna del BioCluster incompleto il giorno prima dell’inaugurazione all’Expo e avrebbe dovuto sollevare una chiara contestazione. Non l’ha fatto: chi ha sbagliato ovviamente pagherà e non faremo sconti a nessuno“.

Rincara la dose il governatore siciliano Rosario Crocetta: “Sulla responsabilità dei ritardi è stato già creato un comitato ispettivo che valuterà attentamente gli atti. Il Cluster non è gestito direttamente dal dipartimento Agricoltura, ma la gestione fa capo a Cartabellotta, che è stato nominato in quel ruolo dall’ex assessore all’Agricoltura Ezechia Reale. Il Bio Cluster non è il Padiglione Sicilia, quest’ultimo funziona fin dal primo giorno, ci sono imprese che stanno esponendo realizzando anche buoni contatti, all’interno ci sono addirittura reperti archeologici di grandissimo livello e siamo fra i pochi, gli altri si limitano a esporre fotografie. Il Bio Cluster è una iniziativa di gestione di un appalto per l’esposizione dei vari Paesi del Mediterraneo, la Sicilia aveva partecipato prima dell’insediamento dell’attuale assessore all’Agricoltura, Nino Caleca. Smettiamola con gli attacchi al Padiglione Sicilia, che non c’entra nulla, chi continua a fare confusione danneggia l’immagine della Sicilia“.

Comunque la si voglia leggere possiamo ipotizzare che l’organizzazione Expo sia impreparata e abbia “sacrificato il sacrificabile”, quindi la Sicilia è sacrificabile e ritenuta non meritevole di attenzioni, oppure l’organizzazione Expo ben sapeva che tre milioni erano un furto alla Sicilia ma si è guardata bene dall’evitarlo (in fondo Expo è un pozzo dei desideri di tangentisti di mezzo mondo), oppure ancora la regione siciliana, ancora una volta, si è mostrata incompetente in ogni anello della sua catena e la frase “chi ha sbagliato pagherà” è lo slogan di ogni scandalo che puntualmente viene dimenticato.
Comunque vada la Sicilia ha già perso. Comunque sarà gestita la crisi, Sicilia e Area del Mediterraneo sono -evidentemente per lor signori – soltanto vuoti a perdere in un mondo di lupi. Tant’è.