4 condanne a morte per la lapidazione di Farkhunda

Farkhundadi Luigi Asero

Ricordate Farkhunda? Ne parlammo qui qualche settimana fa. Rea di aver parlato contro chi faceva mercato nel (e del) tempio fu calunniata affermando che aveva bruciato il Corano e condannata a morire lapidata (e poi arsa dalle fiamme) a 27 anni. Per aver detto il giusto.

Nacquero proteste molto forti, le donne, amiche e non e il fratello chiesero a gran voce giustizia con manifestazioni che interessarono direttamente il ministro, il quale ordinò un’inchiesta. Farkhunda è morta, fisicamente era già stata uccisa (da qui le proteste), oggi la sua morte ottiene giustizia. Sommaria, ma pur sempre giustizia. Ora l’agenzia di stampa Pajhwok ha comunicato che la povera Farkhunda non aveva commesso nulla di quanto accusata e i quattro calunniatori (mercanti disturbati dalla sua protesta) sono stati condannati alla pena capitale. Potranno ricorrere in appello. Intanto i quattro Zain-ul-Abedin, Mohammad Yaqoob, Mohammad Sharif e Abdul Bashir rimangono in carcere insieme con altri otto imputati condannati a 16 anni di carcere. Tredici funzionari di polizia, rei di non aver impedito l’assassinio, sono stati licenziati, compreso il portavoce.

Condanna per l’assassinio era arrivata anche dai talebani che in un comunicato avevano difeso la donna per aver difeso con la vita la sacralità del Tempio.