Italicum: le novità della nuova legge elettorale

Come sarebbe oggi il Parlamento se si fosse votato con l'Italicum (fonte Sky Tg24)

Come sarebbe oggi il Parlamento se si fosse votato con l’Italicum (fonte Sky Tg24)

di Luigi Asero

Abbiamo assistito al varo della nuova legge elettorale, votata a colpi di fiducia e malumori (quanto sinceri tutto da capire). Ma cosa sappiamo in realtà di questa legge che sarebbe destinata a cambiare i destini dell’elettorato attivo e passivo?

Proviamo a riepilogare i punti salienti, e a individuarne le falle. Per mero esercizio perché ormai impera il gattopardesco “cambiar tutto affinché nulla cambi”.

Intanto la nuova legge elettorale, chiamata appunto Italicum, è un sistema elettorale proporzionale con premio di maggioranza.

Suddivide il territorio in cento collegi plurinominali. equamente suddivisi fra le venti circoscrizioni elettorali (una per regione). A ogni collegio plurinominale spetterà l’attribuzione di un numero di seggi variabile da 3 a 9. Entro cinque mesi dall’approvazione dell’Italicum un apposito Decreto Legislativo “disegnerà” i nuovi collegi plurinominali, disposizioni particolari saranno previste per Trentino Alto Adige e Val d’Aosta dove saranno reintrodotti i collegi uninominali.

Ogni collegio avrà dimensioni medio-grandi (da 300 a 600 mila elettori) al fine di avere un quadro rappresentativo della reale volontà elettorale da anni ormai dedita all’astensionismo.

Parteciperanno alla ripartizione dei seggi quelle liste che otterranno, su base nazionale, almeno i 3 per cento dei voti validi. Le liste inoltre non potranno collegarsi in coalizione né apparentarsi in caso di ballottaggio. Qualora nessuna lista raggiunga il 40 per cento dei voti validi si procede a un turno di ballottaggio tra le due con il maggior numero di voti, anche in questo caso le liste non potranno collegarsi in coalizione o apparentarsi. Sono attribuiti 340 seggi alla lista che ottiene, su base nazionale, almeno il 40 per cento dei voti validi (premio di maggioranza).

I dodici deputati eletti nella circoscrizione estero sono eletti con lo stesso sistema attualmente vigente: il disegno di legge non interviene su questo punto.

Fra i candidati votati nei cento collegi risultano eletti prima i capolista nei collegi, quindi i candidati che hanno ottenuto il maggior numero di preferenze. In ciascuna lista i candidati sono presentati in ordine alternato per sesso, i capolista dello stesso sesso non dovranno eccedere il sessanta per cento del totale in ogni circoscrizione, nessuno può essere candidato, in più collegi, neppure di altra circoscrizione, salvo i capolista nel limite di dieci collegi. L’elettore può esprimere fino a due preferenze, per candidati di sesso diverso tra quelli che non sono capolista.

La nuova legge elettorale prevede inoltre un meccanismo di ripartizione dei seggi in eccedenza che tutela anche le liste minori. Nel testo approvato, infatti, la lista che ha raccolto più voti (eccedentari) cede il seggio a quella più piccola dove questa ha raccolto più consensi.

Per poter presentare la propria lista alle elezioni sarà necessario depositare (oltre alla documentazione già richiesta) anche uno Statuto.

Gli studenti Erasmus e quanti si trovino all’estero temporaneamente potranno votare per corrispondenza nella Circoscrizione “estero”.

Nuova anche la scheda elettorale: ogni casella riporterà il contrassegno del partito al centro, a sinistra il nome e il cognome del capolista mentre a destra due righe per le preferenze.

L’Italicum entrerà in vigore a decorrere dal primo luglio 2016, salvo interventi della Corte Costituzionale.