Catastrofe Nepal, forse 10 mila vittime

torredharaharadi Luigi Asero

Il conto di vittime, feriti, danni prende, com’era prevedibile, una piega spaventosa. I morti accertati sarebbero oltre 5 mila, non meno del doppio i feriti, 450 mila senza più un tetto, danni incalcolabili al patrimonio e alle infrastrutture. Migliaia ancora i dispersi e questo fa temere alle autorità che il conto delle vittime potrebbe raggiungere quota 10 mila. Maltempo e pioggia ostacolano intanto i soccorsi verso parecchi villaggi distanti dalla capitale Kathmandu.

L’Onu traccia un bilancio di 8 milioni di persone colpite in vario modo dal sisma, di queste quasi un milione e mezzo iniziano a patire fame e sete. Servono urgentemente tende, farmaci, assistenza sanitaria immediata e strutture di riabilitazione per parecchi feriti in maniera grave.

Il premier nepalese ha proclamato tre giorni di lutto nazionale e ammesso gravi deficit nell’organizzazione governativa del soccorso. Completamente congestionato l’aeroporto della capitale da cui, chi può, sta cercando di rientrare in patria. Paradossalmente nella giornata di martedì 28 un aereo con 70 soccorritori provenienti dal Giappone per ben due volte non è potuto atterrare e ha dovuto far scalo in India per il congestionamento dell’aeroporto di Kathmandu. Stessa sorte è toccata ieri a quattro aerei dell’aeronautica militare indiana carichi di attrezzature per le trasmissioni, aiuti e personale specializzato, costretti a fare rientro a New Delhi.

Intanto la Farnesina ha ormai notizie di quasi tutti gli italiani presenti sul luogo del disastro, mancherebbero soltanto una decina all’appello. Fra gli italiani purtroppo anche i quattro morti. Sono rimasti uccisi due dei quattro speleologi italiani del Soccorso alpino che si trovavano a Langtang. Oskar Piazza e Gigliola Mancinelli sono stati travolti dalla valanga che ha distrutto il villaggio alle pendici dell’Himalaya. Salvi gli altri due, Giovanni Pizzorni, che ha riportato fratture, e Pino Antonini, entrambi ora a Katmandu. Le altre due vittime italiane sono Renzo Benedetto e Marco Pojer, investiti da una frana che li ha sorpresi mentre si trovavano a 3.500 metri di quota sul sentiero del Langtang Trek, a nord di Kathmandu, per un trekking nella Rolwaling Valley. Erano arrivati in Nepal agli inizi di aprile con Attilio Dantone e Iolanda Mattevi. La donna, trentina di 52 anni, in ospedale con un avambraccio e un dito fratturati, ha raccontato un dettaglio fatale e commovente: “Renzo e Marco avevano fatto una deviazione per portare delle medicine a un’anziana nepalese che conoscevano. Ci avevano detto di continuare a camminare perché ci avrebbero raggiunti successivamente”.

Per quanto riguarda la situazione sull’Everest, il lavoro ininterrotto degli elicotteri ha permesso l’evacuazione degli alpinisti bloccati durante la scalata. Al Campo 1, a quota 6.000 metri, sono stati tratti in salvo 170 scalatori. Le squadre di soccorso impegnate sull’Everest hanno recuperato almeno 13 corpi senza vita delle 19 persone morte in seguito alle frane scatenate dal sisma di sabato.

Sono saliti a 25 i morti causati dal terremoto nella regione autonoma cinese del Tibet. Lo ha reso noto il governo regionale, aggiungendo che ci sono anche 383 feriti e quattro dispersi. Il sisma, ha aggiunto il governo, ha distrutto 2.500 abitazioni e ne ha danneggiate altre 24.700 in 19 contee, colpendo quasi 300mila persone, di cui 47.500 sono sfollate. I templi danneggiati sono invece 82. Il governo di Pechino ha mobilitato 22.400 persone e 130 mezzi per contribuire alle missioni di soccorso. Nelle aree terremotate tibetane sono inoltre state inviate 9.500 tende e 10mila coperte.

Irina Bokova, direttrice generale dell’Unesco parlando del ricchissimo patrimonio storico e naturale in Nepal dice: “Sono impressionata dal devastante impatto che il movimento tellurico ha avuto sul patrimonio culturale unico del Paese, specialmente per i danni, alcuni dei quali irreversibili, che si sono registrati nella valle di Katmandu”. Ricordiamo, fra gli altri piazza Durbar, di fronte ai palazzi reali di Hanuman Dhoka, a Katmandu ma anche gli stupa buddisti di Swayambhu e Bauddhabath, i templi induisti di Pashupati e Changu Narayan e il parco nazionale di Sagarmantha, che include il monte Everest.