Italicum: Boschi vuole la fiducia. Proteste in Aula

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di Luigi Asero

Con quasi ottanta voti di scarto l’Italicum supera la prima prova in Aula alla Camera. Con un triplice voto segreto, sono stare respinte altrettante pregiudiziali presentate da Fi e le altre opposizioni. I no sulle pregiudiziali di costituzionalità sono stati 384 e i sì 209. Bocciate anche le pregiudiziali di merito con 385 no e 208 sì. No anche alla questione sospensiva bocciata con un minore scarto: i voti a favore sono stati 206, 369 quelli contrari, 1 deputato si è astenuto.

Proteste sono scoppiate in Parlamento subito dopo che il ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi, ha posto la questione di fiducia sull’Italicum, la nuova legge elettorale indigesta anche (a parole) alla minoranza del Partito Democratico.

Così il presidente della Camera, Laura Boldrini è costretta a cercare di mantenere l’ordine in Aula quando dai banchi dell’opposizione si alza il grido di “Fascisti!” (dai banchi del Movimento Cinque Stelle) e “Vergogna!” che grida il deputato Maurizio Bianconi di Forza Italia.

Renato Brunetta tuona: “Non consentiremo il fascismo renziano. Faremo di tutto per impedirlo, dentro e fuori questa Aula. Non consentiremo che questa Aula sia ridotta a un bivacco di manipoli renziani”, mentre dai banchi di SEL si lanciano crisantemi gialli in Aula.

Il premier-segretario Matteo Renzi twitta: “La Camera ha il diritto di mandarmi a casa se vuole: la fiducia serve a questo. Finchè sto qui, provo a cambiare l’Italia”.

Tradotto: la legge elettorale è opera del Parlamento, che non ha fatto nulla per 14 mesi (paralizzato da chi?), il Governo presenta la sua e non la mette in discussione. Altrimenti si perde la poltrona e il vitalizio (non ancora maturato).

Con buona pace della democrazia, delle riforme condivise al grido di “facciamo insieme le riforme”.