Ryanair tra Catania e Palermo?

Ryanair_b737-800di Luigi Asero

Siamo alla fantasia sbizzarrita di quanti vorrebbero ergersi a “salvatori della patria” a disastro ormai avvenuto. Iniziative lodevoli alcune, ma prive di fondamenta solide. Una fra queste è stata lanciata all‘indomani del crollo del viadotto Himera dal sindaco di Catania, Enzo Bianco che avrebbe dichiarato: “Domani stesso chiederò ai vertici di Ryanair di istituire, per il periodo in cui la nostra Isola continuerà a rimanere spezzata in due, un collegamento aereo tra le due maggiori città siciliane. Bisogna muoversi immediatamente per cercare soluzioni e continuare a sollecitare il governo nazionale per dare una risposta immediata a questo grave problema che, vista la carenza di infrastrutture che affligge la Sicilia, rischia di mettere definitivamente in ginocchio la nostra economia “.

Oggi fa eco la Gesap di Palermo che gestisce lo scalo di Punta Raisi, attraverso Twitter il presidente Fabio Giambrone annuncia che “Tra pochi giorni terremo un incontro con la compagnia low-cost Ryanair per un’ipotesi del volo Palermo-Catania”. Si tratta tra l’altro di una ipotesi che Gesap aveva già preso in considerazione mesi fa, ma l’attuale situazione richiede assolutamente un’accelerazione dei tempi.

Considerazioni immediate. Un volo del genere potrebbe agevolare (e scriviamo al condizionale appositamente) i pendolari tra Catania e Palermo, quelli dei paesi limitrofi, ma non risolve nulla a chi si trova al centro della Sicilia e frequentemente deve recarsi nel capoluogo per lavoro, pensiamo alle migliaia di operai, rappresentanti, tecnici, e così via.

Inoltre se è pur vero che un volo da 166 Km potrebbe svolgersi in meno di mezz’ora (decollo e atterraggio compreso) va considerato il tempo per recarsi da e verso i due aeroporti (relativamente vicino Fontanarossa di Catania, che comunque in situazioni di traffico richiede non meno di 20 minuti), decisamente più distante Punta Raisi che di minuti ne richiede ben di più e che consente il raggiungimento della città o con treno o con autolinea privata (costi a carico di chi?).

E i tempi di imbarco? Perché se è vero che negli anni ’60 (come parecchi ricordano) la sfortunata Itavia volava tra Catania e Palermo è altrettanto vero che i controlli all’imbarco non erano certamente quelli del dopo 11 settembre.

In tempo (e in soldoni): 20 minuti (da centro Catania) + 60 minuti (verso centro Palermo) + 60 minuti (minimi di imbarco) + tempo di volo + costi lievitati perché la compagnia è low cost ma tutto il resto no! A chi conviene?

Scusate la franchezza…