Crollo viadotto, scindiamo le responsabilità

viadotto-pilone-palermo-catania-535x300di Luigi Asero

Sul crollo del viadotto Himera dell’autostrada A19 Palermo-Catania, in località Caltavuturo tra gli svincoli di Scillato e Tremonzelli, si è aperto il balletto delle responsabilità (o dello scaricabarile, fate voi). La realtà dei fatti è che i cittadini (e soprattutto i pendolari) per anni dovranno subìre disagi insormontabili a fronte dei quali nulla potrà compensare né lo scontento né l’ovvio calo di produttività. Non siamo profeti di sventura ma è facile ipotizzare anche un incremento di sinistri stradali essendo, la viabilità alternativa, in condizioni tragiche. Buche, frane, mancata manutenzione da parte dei consorzi provinciali che per ora sono soltanto facile poltrona per inutili commissari regionali privati di ogni potere decisionale ed esecutivo.

L’Anas accusa la Regione, lo Stato accusa la Regione, la Regione dice che i tagli sono decisi dallo Stato, il Governo parla di incredibili inefficenze, la Regione accusa l’Anas, insomma è un tutti contro tutti nella terra in cui nessuno, mai, è responsabile di nulla ma tutti (se qualcosa stranamente dovesse andar bene) sono pronti a metterci sù il proprio cappello per dire che “visto? merito mio!”.

I sindaci della zona avevano segnalato il movimento franoso già dieci anni fa, sei anni fa se ne occupò il Tg3 Regionale interpellato proprio dagli stessi sindaci. A tutt’oggi i responsabili di Anas, Regione, Governo hanno però il coraggio di dire che nessuno aveva segnalato il pericolo. È vero, mancavano le schiere degli Angeli seguiti da saette fiammeggianti.

Dell’incuria di quell’autostrada, delle frane che occorrono in tutto il territorio devastato siciliano tutti invece abbiamo detto, in vario modo. Ma tutti “lor signori” erano impegnati a far della Sicilia “laboratorio politico”, sperimentare alleanze (tutte fallimentari). Fa bene la Cisl a ricordare che i forestali sarebbero la prima arma da usare contro i movimenti franosi, perché la Forestale ha le competenze (avrebbe, scusate il condizionale) per comprendere e arginare il territorio.
Ma nella Sicilia del più alto numero di forestali ci si chiede sempre quale chiesa abbandonata bisogna far loro sorvegliare perché altrimenti non si sa quale incarico conferire loro. E infatti la Sicilia ogni estate brucia e distrugge l’unica cosa naturale che può veramente prevenire le frane: gli alberi e la vegetazione spontanea.
Ma no, questo all’assessorato competente non lo sanno. E si chiedono cosa far fare ai precari della Forestale.

Fa bene il governatore Rosario Crocetta a ricordare che la competenza sulla manutenzione autostradale è dell’Anas, e fa bene (tanto per non inimicarseli troppo) a dire anche che all’Anas sono stati tolti fondi dal Governo nazionale. Questo ha dichiarato al quotidiano La Repubblica il governatore Crocetta: “Inoltrerò formale protesta al presidente del Consiglio per le dichiarazioni fatte da un esperto, prima di parlare è opportuno riflettere e magari studiare le vicende. Da parte di rappresentanti delle istituzioni si ignora che non solo lo Stato ma anche le Regioni ereditano problemi del passato e si ignora persino che l’Ue vieta di intervenire sulle autostrade con i fondi strutturali, scelta avallata dal governo nazionale, lasciando anche l’Anas all’asciutto per cui non si capisce con quali fondi fare gli interventi. Ribadisco che l’Anas è un ente nazionale, mentre gli altri chiacchierano io nel pomeriggio sarò a Roma per incontrare il presidente Ciucci e programmare gli interventi da fare perché non si può lasciare la Sicilia spezzata in due. Mi chiedo se anziché l’Anas ci fosse stato di mezzo il Consorzio autostrade siciliane (Cas), Roma che avrebbe fatto? Mandava i caschi blu dell’Onu?“. E però si potrebbe obbiettare subito che i fondi strutturali per una frana non c’entrano nulla perché semmai sarebbero serviti proprio per la sede autostradale, che senza l’avanzare della frana sarebbe rimasta intatta.
E poi… basta questo “vittimismo dal passato”. Certo che i problemi vengono anche dal passato, ma si va avanti per questo, per risolvere la mala-amministrazione precedente, non per aggravarla e prendere il passato a pretesto di quell’aggravamento che è opera solo ed esclusivamente di chi è oggi in carica, al presente.

Non si tratta qui di assolvere chi è stato prima al Governo regionale (o nazionale o mondiale), ma di puntualizzare che il senso di un cambiamento non è continuare all’insegna di ciò che fu, ma operare all’insegna di ciò che dovrà essere.

Si rassegni Governatore. Lei, la sua Giunta, i deputati che l’accompagnano avete fallito tutti. In buona compagnia di Anas, Governo nazionale, partiti e partitini… Crollo viadotto: voi avete fallito e noi siciliani, noi italiani, abbiamo perso e come sempre ne paghiamo il conto.