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Il dramma incendi boschivi

Vita moderna > N come Natura

Annualmente migliaia di ettari di terreno boschivo bruciano per imperizia, incuria e spesso per dolo.
Il danno prodotto all'ambiente in tal senso è ingente. La flora produce l'ossigeno che noi tutti respiriamo, il sottobosco, tutto l'ecosistema è sistematicamente danneggiato in maniera irreversibile.
Si parla spesso di autocombustione, ma questo può esser vero in un caso su mille. La maggior parte degli incendi invece si sviluppa per la volontaria accensione di un fuoco nei boschi (magari per preparare una salsicciata fra amici) o per il classico mozzicone di sigaretta lanciato ancora acceso dal finestrino della macchina. Gli incendi in assoluto più estesi però sono generalmente di origine dolosa, ci se ne accorge facilmente dal fatto che i focolai iniziali sono più di uno e contemporanei.

Ma perché l'uomo tende a distruggere ciò che la natura generosamente e gratuitamente offre? Le spiegazioni sono molteplici.
Piromania, un essere umano prova piacere nel vedere la potenza del fuoco, salvo però l'incapacità di dominarlo successivamente.
In taluni casi siamo alla follia del compiere un gesto che, un po' come lasciare un graffito su un muro, tende a lasciare un messaggio "io ci sono"... verrebbe però da rispondere "ecchissenefrega!".
Poi il classico incidente di un gioco pericoloso da ragazzini o piuttosto di un fuoco acceso senza l'intenzione di far del danno, ma che a causa di una scintilla volata via (generalmente un piccolo tizzone ardente di pochi centimetri sollevato da un'inaspettata folata di vento) va a creare le basi di un incendio di ben più ampie proporzioni rispetto al "focherello" desiderato.
E poi... poi arriva l' 80% degli incendi (o forse più...). L'incendio doloso. Quell'incendio creato ad arte da soggetti senza scrupoli per ricavarne un rientro economico. Delle volte l'operaio disoccupato che spera in un incarico anche a termine del Corpo Forestale (contratti a tre mesi), altre volte uomini che agiscono per conto di lobbies di costruttori al fine di rendere edificabile un'area boschiva.
Proprio per impedire questa specifica tipologia è intervenuta la Legge 353 del 2000 a stabilire che è fatto divieto assoluto di rendere edificabile un'area boschiva colpita da violento incendio.
Purtroppo però l'attuazione pratica di questa Legge è molto difficoltosa, perché spetta ai Comuni censire queste aree tracciando e aggiornando costantemente le aree off-limits. Spesso la burocrazia di per sé lenta, altre volte la mancanza di personale apposito, altre volte ancora (e vorremmo sperare nell'onestà degli amministratori, ma ci riesce difficile....) la connivenza con questi affaristi fanno sì che pochi comuni in Italia siano veramente in regola con detta mappatura. Così talmente pochi che potremmo elencarli qui in poche righe. Alla provincia di Palermo per esempio solo 5, e riscriviamo cinque, Comuni adempiono regolarmente.
Come al solito, anche sugli incendi si ripropone il tema dell' "incertezza della pena" in Italia. Le Leggi si fanno per mostrare attività parlamentare e giustificare i gettoni di presenza. In concreto però le Leggi si fanno solo per essere eluse.
E sull'emergenza incendi vogliamo infine sottolineare come si parli del problema in Italia, ma nessun altro Stato al mondo va meglio. Incendi devastanti li vediamo sempre anche in Spagna, Francia, Australia, Stati Uniti e ovunque ci sia interesse di costruttori e palazzinari.
Cosa possiamo fare noi in concreto? Innanzitutto evitare gli errori del "focherello accidentale" e della cicca di sigaretta lanciata accesa. Anzi sarebbe ben più educato non lanciarla proprio... E sopratutto non guardare un incendio come qualcosa da passare avanti, tanto "ci penserà qualcuno".
Ricordiamo sempre questi numeri: 1515 Emergenza Corpo Forestale dello Stato e 115 Vigili del Fuoco, avvisiamo loro in caso di incendio, anche se vediamo solo un piccolo focolaio (potrebbe sempre espandersi). E se dovessimo vedere qualcuno che appicca un incendio chiamiamo il 112 o il 113, anche se la pena è blanda ma l'arresto immediato è comunque previsto.
Buona estate a tutti... magari al fresco di un magnifico alberello salvato dal fuoco assassino...


Luigi Asero - 06/08/2009 14.40 - www.sapereitalia.it

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