Cosa abbiamo rischiato di perdere per sempre, all’indomani di Notre Dame

Chissà che cos’hanno pensato le prime persone che hanno visto le lingue di fuoco colpire ed accanirsi su Notre Dame; chissà qual è stato il loro primo pensiero, se in un primo momento si siano resi conto di ciò che, non solo loro, ma tutto il Mondo stava perdendo.

Probabilmente fra 5 anni sarà tutto come prima, magari la guglia sarà più alta, più bella e ben costruita. Forse le vetrate rifletteranno i raggi del sole all’interno della Chiesa ancora un’altra volta. Eppure nessuno dimenticherà ciò che è successo, quello che tutti abbiamo visto e sentito, anche a chilometri di distanza.

Notre Dame non è solo un importante patrimonio, un edificio maestoso nella sua bellezza, ma molto di più. Non si tratta di “quattro semplici muri” che sono sopravvissuti ad anni di storia, guerre mondiali e rivoluzioni; le loro vetrate sono state custodite e nascoste durante la seconda guerra mondiale pur di non vederle distrutte e poi rifatte nel 1967. Quello che abbiamo visto bruciare su milioni di video è il cuore di un popolo, di un’istituzione. Non una semplice meta turistica, ma un pezzo di un grandissimo puzzle che forma le basi di una comunità che in questi giorni ha sofferto ed ha pianto insieme alla sua caduta.

Ma, nonostante ciò, son sicura che risorgerà come la più grande fenicie di tutti i tempi.

Sempre, Vostra Autrice

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