L’arte delle cose

Non esistono le casualità, mai. Se qualcosa accade, è già destinato a qualcosa in grado di cambiarci la vita, in maniera positiva o negativa. C’è una frase che dice “sei stata scelta per questa vita perché sei abbastanza dura da affrontarla”. Come se noi fossimo soldatini pronti a caricare, ed infine sparare.

È una situazione paradossale creare delle barriere attorno a noi per evitare di essere colpiti nei nostri talloni d’achille, quando poi siamo noi stessi i primi a farci affondare in un oceano senza fondo.

Orribile, scendere sempre più giù senza mai arrivare ad una fine, non credi? C’è un periodo in cui si spera solo di mettere fine a tutto il dolore che ci attanaglia, ci morde lo stomaco come solo gli affamati possono fare. Preghi pur di rimanere solo con il tuo silenzio, ed invece sei obbligato a veder passare ogni cellula che comprende la vita; a rivedere ogni ricordo che hai sempre cercato di nascondere. Non sai se per proteggere te o il ricordo.

Che poi bussano, bussano insistentemente fino ad entrare, sfiorano ogni cosa prima di buttarsi a capofitto nel tuo cervello. Sono degli orrendi moscerini, sono invisibili e privi di coscienza.

D’altronde siamo noi a doversi fare i conti con il passato, calcolando ogni secondo perso e moltiplicandolo per quelli che verranno.

Costantemente in bilico tra la vita e la morte, il giorno e la notte, la speranza e l’illusione, l’agonia e la solitudine. Lastre di ghiaccio in movimento continuo, con un cartello scritto: “Fragile”. Grande quanto il nostro ego, smisurato e macchiato di sangue, di violenza, di oscurità, di colpe, di parole mai dette e fatti mai avvenuti.

Non è la nostra fedina penale a essere sporca,  ma quella mentale, psicologica.

Sempre, Vostra Autrice

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