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Giornalismo deviato

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Il giornalismo e la necessità di informare correttamente

È di stamattina l'ultimo intervento (salvo che non stia (s)parlando anche adesso che scriviamo) di Silvio Berlusconi a proposito dell'informazione in Italia. Un lungo intervento trasmesso dal Gr1 in cui l'on. Berlusconi lamenta della sempre faziosa informazione che appare, a suo dire, sugli organi di stampa.
Coglie anche l'occasione per fare un veloce bilancio dei 14 mesi di attività del suo Governo, bilancio sul quale dichiara
"sono stati 14 mesi con risultati concretissimi di cui siamo veramente orgogliosi".
Il tema centrale però è l'informazione, a tal proposito dice
"Il quotidiano Repubblica parla anche di servizi segreti deviati, ma a me pare che di deviato qui ci sia solo certo giornalismo".
Al di là del fatto che le due cose possono e anzi devono coesistere, perché la deviazione dei servizi segreti non potrebbe mai avere effetti se anche l'informazione non prendesse parte al gioco.
Quando questa trista connivenza non esiste i depistaggi vengono scoperti, segnalati e portati all'attenzione pubblica proprio grazie al mondo dell'informazione. Si potrebbe discutere tanto sulla tendenziosità di certe notizie, sul colpevole silenzio di tante testate, addirittura sulla diffusione di notizie false lanciate "ad hoc" per creare paure o piuttosto aizzare l'opinione pubblica. E di questa politica di fare giornalismo ne sanno qualcosa proprio le reti più vicine al premier (le sue) che un giorno sì e l'altro pure ci hanno terrorizzato sul pericolo romeno omettendo i rischi ben più ampi che ci derivavano dai clan di Casal di Principe e di Secondigliano, salvo poi parlarne quando Roberto Saviano, rischiando sulla propria pelle ha portato alla ribalta un business destinato a mai finire.
Ma torniamo al premier Berlusconi... quale sarebbe la sua grande paura? Crediamo anche in questo caso nessuna. Non è persona da aver paura...per eccesso di presunta superiorità o forse, più semplicemente, per eccesso di incoscienza.
Ma Repubblica, Rai Tre, le poche voci indipendenti cominciano comunque a costituire per lui un fastidio non da poco, quasi come il ronzio di una zanzara che senti ma non riesci a vedere... Così a deviare l'informazione non sono i servizi segreti, sempre ligi allo Stato (ci chiediamo però se allo Stato dei cittadini o piuttosto a quello costituito dal potere e del malaffare...). No. A deviare tutto in Italia sono i giornalisti e i giornali, in toto. Da Travaglio a Padellaro, da Montanelli alla Rai. Oddio... alla RAI. Il servizio pubblico che non si piega ai voleri di Sua Maestà.
Così S.M. dichiara ancora:
"La Rai non deve attaccare né governo né opposizione. Ho avuto modo di dire quello che pensa la maggioranza degli italiani (ma ci conta giorno per giorno???) e cioè che è inaccettabile che la televisione pubblica che è pagata con i soldi di tutti sia l'unica tv al mondo ad essere sempre contro il governo quando al governo ci siamo noi. La sinistra che quando fu al governo permise che la Rai attaccasse quotidianamente l'opposizione dovrebbe oggi appezzare che invece questo governo dica: la Rai non deve attaccare nessuno e dunque non deve attaccare né il governo tantomeno l'opposizione. Deve fare ciò che deve fare una televisione di servizio pubblico che ha come missione prima di tutto quella di informare, poi quella di formare, e soltanto come terzo obiettivo quello di divertire".
Belle parole, la RAI non deve attaccare nessuno, sopratutto ora che anche l'opposizione (vedi le pugliesi vicende di Vendola e della sua giunta regionale) ha problemi con le toghe rosse, così si va insieme verso un mondo nuovo.
Di pace e impunità.
Infine ci lascia i programmi del rientro, a settembre si occuperà di proseguire l'opera. E, dulcis in fundo, di riformare il processo penale.
Un dubbio fra i tanti, su questa Rai che non lo fa parlare e che anzi lo attacca... il Gr1 non è forse Rai?

Luigi Asero - 10/08/2009 15.18 - www.sapereitalia.it

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