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Vita moderna > P come Politica
di Tiziana Bisogno
Castelli dovrebbe avere il buon gusto di dimettersi dopo le sue esternazioni, sorrisi ironici e battutine fatte durante la puntata di Annozero del 7 gennaio scorso. E’ quanto chiede il gruppo - Se questo e' un ministro (scuse o dimissioni di Roberto Castelli) - , nato su Facebook il giorno dopo la trasmissione. Puntata in cui Barbara, insegnante palermitana, ha raccontato la sua storia.
Barbara, ma potrebbe chiamarsi Elena, Mario. Una storia come tante, purtroppo. Una storia, la sua, che milioni di precari, disoccupati, cassaintegrati, oggi vivono. Storie di “ordinaria precarietà” che si vogliono nascondere sotto il tappeto. Dà fastidio sentire che c’è gente che non riesce a tirare avanti, che non ha ne’ prospettive ne’ un futuro per sé e per i propri figli. E succede che, quella volta su mille in cui qualcuno alza il tappeto, comincia a venir fuori un po’ di verità, quella verità che grossa parte dell’ informazione preferisce tacere.
Succede così che ad Annozero Barbara racconti la sua storia. Una verità scomoda, e dopo il suo racconto Barbara pone delle domande. Legittime per una persona che non sa più come crescere i propri figli, per una persona che ha perso il proprio lavoro. “Io sono una precaria della scuola, il mio sicuramente è un caso paradigmatico perché in questo momento davvero sento sulle spalle il peso di tutto il precariato del paese. Io in questo momento rappresento un settore assolutamente in crisi... quando si parla di politiche che sono state fatte, di tentativi... ma mi chiedo effettivamente quali, quando le scelte sono proprio quelle di andare a fare tagli sulla scuola….”
Quello che Barbara vorrebbe è di “uscire dalla precarietà, poter creare un progetto di vita”. Rivolgendosi a Castelli chiede “Lei poco fa si è seduto e ha detto a Vendola - Beh, noi delle cose
le abbiamo fatte- . Ma scusate, ma che cosa avete fatto?”
La risposta di Castelli è a dir poco sconcertante “Lei come pensa che i nostri padri abbiano costruito la nostra Italia? con la pappa fatta su tutto? Lo sa cosa faceva mio padre?”. E' lui stavolta che si lancia nel racconto dei suoi 400 km giornalieri per raggiungere i suoi clienti. Un amarcord che si spinge fino a quando lui, bambino, andava a scuola con Formigoni. “ Ho avuto in mano l'altro giorno la foto di classe di seconda elementare, dove ci siamo io e Formigoni, sa quanti eravamo? quarantaquattro! Perciò si lamenti un pò di meno e abbia un pò più di spirito positivo! Affrontiamo i problemi del paese che sono gravi!”
Ecco, bravo Castelli, affrontiamoli una volta per tutte i problemi di questo Paese. La crisi, la disoccupazione, le fabbriche che chiudono, i giovani che non hanno più la forza di sognare, i pensionati sempre più abbandonati, i malati…
Così accade che, in un crescendo di ironie, Castelli, viceministro di questo governo, trovi la “soluzione” a tutti i problemi. “Ma basta! – dice - Ma guardi in uno spirito positivo! E' giovane, carina... di che si lamenta?”.
Ecco, bravo. Giovane. Carina. Ah, beh! ma allora di cosa parliamo? Problema risolto, no?
Giovane e carina. Due parole che, dette in un quel contesto, significano disprezzo e scarsa considerazione per la dignità di una donna, ancor prima che lavoratrice.
Disprezzo e scarsa considerazione per i problemi di tutti quelli che un lavoro l’hanno perso o non lo hanno mai avuto.
Castelli, lei ha mai sentito parlare di dignità?
Castelli, lei dovrebbe avere il buon gusto di dimettersi dopo le sue esternazioni.
Tiziana Bisogno - Facebook - 16/01/2010 00.24
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